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Cambogia – Parte 1: Templi, Templi, E Poi Ancora Templi

Eh si, neanche fossimo Indiana Jones (o Lara Croft, per i piu’ giovani) l’arrivo in Cambogia ci ha catapultati in mezzo a decine di templi immersi nella foresta, eredita’ della cultura Khmer che sta portando un po’ di turismo e di ricchezza a questo sfortunato paese.
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Diciamo che gia’ dall’arrivo all’aereoporto il paese si presenta un po’ strano: sull’aereo ci danno infatti ben due moduli da compilare, uno per l’immigrazione ed uno per la dogana, totale 10 moduli con i soliti dati (chi siete, dove andate, ….). Arrivati a Siem Reap un funzionario chiede a gran voce se qualcuno ha bisogno dei moduli per il visto…noi, sentendoci piu’ furbissimi, diciamo “no, no, li abbiamo gia’ compilati sull’aereo !”, e belli freschi andiamo al controllo passaporti. Qui un funzionario guarda il mio passaporto e con aria un po’ schifata dice “No Visa….”, dopodiche’ mi dirotta ad un bancone un po’ defilato dove, dopo aver compilato altri 5 moduli (totale: 15 moduli) e aver pagato un obolo di 20 dollari a testa (totale: 100 dollari), abbiamo accesso allo show: 12 funzionari – 12 che, uno dopo l’altro, si passano ognuno dei nostri 5 passaporti, li soppesano, timbrano, ci incollano sopra qualcosa e, alla fine del bancone lungo 15 metri, ce lo riconsegnano pronto per il controllo passaporti.

Ostacolo superato, ci portano al nostro hotel e possiamo incominciare le nostre avventure da esploratori di templi. Siem Reap (o meglio Angkor, il nome del sito archeologico) e’ un concentrato di centinaia di templi del 10 – 12 secolo; un po’ come se nei dintorni di Carate ci fossero i resti di 250 chiese antiche , tra cui alcune tra le piu’ belle e grandiose mai costruite. Cominciamo così dal tempio piu’ lontano ma con le decorazioni piu’ belle:

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Proseguiamo al ritmo di 5 o 6 templi al giorno, abituandoci pian piano al caldo, che quando appare il sole diventa rapidamente insopportabile, ai controllori di biglietti che appaiono all’improvviso, ai bambini che all’entrata di ogni tempio vendono 10 cartoline a un dollaro, contandole in 5 o 6 lingue per accattivarsi i turisti.

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Ogni tempio e’ simile agli altri ma ha qualcosa di particolare, ce ne sono di alti a 5 o 6 livelli, di forma piramidale, tipo il Bayon, pieno di sculture e di turisti che cercano di fare un foto “unica” mettendosi naso a naso con questi faccioni:

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Oppure altri che sono ad un livello solo ma molto lunghi, pieni di corridoi e camere il cui uso non ci e’ chiarissimo ma che danno un’idea della grandiosita’ che dovevano avere queste costruzioni all’epoca del loro massimo splendore.
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Negli ultimi giorni arriviamo al “clou”, ovveri il tempio di Angkor Wat, maestoso e circondato da un enorme fossato:

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E infine al Ta Prom, un luogo che sembra disegnato dalla fantasia di un bambino o dalla fervida immaginazione di un regista di film d’avventura (non per niente, come ci ripetono 3 o 4 volte, qui sono state girate alcune scene di Tomb Raider…)
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E’ pero’ un posto veramente strano, si perde di vista il lato religioso di queste costruzioni ed emerge invece prepotente lo scontro – incontro tra natura ed architetture artificiali, con la prima che sembra prendere il sopravvento e schiacciare le costruzioni sotto il peso di queste enormi radici…
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Spostandoci tra un tempio e l’altro incontriamo vari aspetti della Cambogia, dalla ragazza che prepara lo zucchero di palma (buono, ne abbiamo preso un vasetto ed e’ finito in 2 o 3 giorni…):
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ad altre che si fanno le treccine in attesa di lanciarsi a cercare di vendere qualcosa verso il prossimo turista:
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Ci sono poi le tipiche case cambogiane, costruite come palafitte perché qui siamo vicini ad un lago che nella stagione delle pioggie quadruplica la propria superficie e allaga un po’ tutto:
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Per adesso, un saluto dagli intrepidi esploratori, alla prossima puntata sulla Cambogia.

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P.S. Sto scrivendo questo posto dal 23esimo piano di un palazzi di Bangkok…non male il panorama !!

Malesia: Quanto Si Spende Per…

– Un pranzo o cena per 5 persone, ordinando una portata a testa, bevande (acqua, birra, coca, succhi di frutta fresca), qualche antipasto o dessert: 10 – 35 euro (va bè,  lasciamo perdere quella volta della salsiccia di pesce dove il tutto ci è costato 2.5 euro ! )
– Una birra da 33 cl: 2 euro, ma non tutti i ristoranti la servono, solo quelli meno musulmani e più “festaioli”
– Una maglietta: 3 euro, camicie e  pantaloni di più, e non abbiamo neanche trovato niente di decente…
– Una bottiglia d’acqua da un litro e mezzo: 50 centesimi nei piccoli shop, 1 euro nei bar e nei ristoranti, ma non aspettatevi acqua di fonte…tutta acqua purificata con doppia osmosi (che cosa vuol dire non saprei, però finora nessuno di noi ha avuto problemi…  )
– Una camera o bungalow con aria condizionata, vista mare – sul mare – praticamente in spiaggia: da 35 euro (a Tioman) a 50 euro (a Kuala Lumpur, vicino all’aeroporto, bella casa con piscina…)
– Noleggio di una bicicletta per un giorno: bici inutile, poche strade e troppe montagne , a Tioman
– Taxi per distanze brevi: 3-4 euro
– Trasporto in taxi per 5 persone più bagagli da Singapore a Malacca, circa tre ore e mezza di viaggio: 150 euro
– Riscio’ (bici a tre ruote super accessoriata, con cuori di fiori finti, luci multiple e odore del sudore del povero autista compreso nel prezzo): da 8 euro (giro corto)  a 12 euro (giro lungo)
– Una visita ad un tempio: 0 euro, nei templi cinesi e nelle moschee non si paga
– Assistere ad una danza tipica Malese: non siamo a conoscenza di danze tipiche malesi…
– Barca veloce per Tioman, solo andata: 11 euro a testa, e la barca mi è sembrata molto meglio di quella che ci ha portati alle Gili, e altrettanto veloce
– Barca velocissima (pure troppo, sbatteva sulle onde che era un piacere) che vi porta a fare snorkeling sui coralli per un’ oretta: 40 euro, per un giro di tutta la giornata 100 euro
– Massaggio a tutto il corpo più scrub, durata circa un’ ora e mezza, distesi sul lettino in spiaggia con vista tramonto sul mare e bevanda fresca: eh no, qui siamo in Malesia, le donne sono tutte velate e al massimo ti fanno il massaggio al piede!!
– Farsi scrivere una lettera dettando il testo: non so, non abbiamo chiesto, ma di sicuro questa professione è ancora praticata!

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E I Nuvoloni Ci Hanno Seguito

Anche questa volta due ore circa di traghetto ci hanno portati su un’ isola, Pulau Tioman. Stavolta il viaggio e’ andato liscio, nessuna crisi pre-post partenza….come al solito la piccola viaggiatrice si e’ fatta un’ oretta di sonno, si vede che il traghetto ha un effetto soporifero. Purtoppo i nuvoloni ci hanno seguito dalla costa, e per i primi due giorni il tempo e’ stato molto piovoso; poi per fortuna si e’ un po’ sistemato e siamo riusciti a goderci spiagge, mare e la fauna locale.

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Quest’isola e’ molto diversa dalle Gili; le dimensioni sono sempre ridotte (20 km x 11 km) ma, mentre le Gili sono praticamente piatte sul livello del mare e tutto e’ a portata di bicicletta, Tioman e’ una montagna che sbuca dal mare. Il picco piu’ alto supera di poco i mille metri, l’interno e’ una sorta di giungla con grandi alberi, felci enormi e qualche cascata, che abbiamo visitato con un tour in fuoristrada in un giorno in cui il sole si e’ fatto desiderare.

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Nello stesso giorno abbiamo anche visitato il Turtle Sanctuary, un centro di volontariato per la salvaguardia delle tartarughe marine; qui la minaccia principale viene dall’uomo, le uova di tartaruga vengono infatti rubate dalle spiagge per essere vendute e mangiate, costano un euro, e se pensate che un nido ne contiene centinaia, la tentazione è forte…In una vasca abbiamo anche incontrato Jo, una povera tartaruga cieca che per questo motivo non ha potuto essere liberata in mare, ma che è stata contentissima di farsi accarrezzare sulla schiena, faceva delle gran giravolte!

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C’è una sola strada sull’isola, che collega la costa ovest a quella est; tutti gli altri spostamenti devono essere fatti in barca, contrattando di volta in volta sul prezzo e, nel caso dei tour, sulle destinazioni. E così abbiamo fatto, facendo due belle escursioni in barca: la prima ad un’isoletta vicina, poco più di uno scoglio, ma circondata da coralli molto belli e molto colorati e da un’ infinità di pesci (abbiamo finalmente visto anche Nemo, qualcuno ci ha detto che si riescono a vedere anche gli squali, ma noi non li abbiamo visti….che sfortuna ;-)…), la seconda a Coral Island, vicino alla quale c’è un bellissimo posto per lo snorkeling (abbiamo incontrato di nuovo una tartaruga marina) e che ha una spiaggia bellissima, veramente bianca e solitaria (va be’, se non contate le 10 barche piene di turisti che fanno snorkeling con il giubbettino arancione e le moto d’acqua guidate da tizi che sembrano pirati della Malesia).

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A proposito di snorkeling, anche la piccola viaggatrice e’ ormai un’ esploratrice provetta: indossa il suo giubbettino salvagente rosa (quale altro colore, se no?), maschera e boccaglio, e via in acqua, alla ricerca di Nemo!! Solo il freddo la infastidisce, e di solito dopo 5 minuti siamo costretti a riportarla sulla barca (ma Nemo e’ stato avvistato, e questo e’ l’importante). Qui hanno anche l’abitudine di fare snorkeling completamente vestite e con il velo (le donne) e portandosi dietro dei sacchetti di pane per attirare i pesci (lo fanno tutti, non che ce ne sia bisogno, anzi…col pane diventano veramente troppi!! ). Peccato che poi lascino i sacchettini del pane in mare, mi verrebbe voglia di farli mangiare a loro…che rabbia!

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Riguardo invece al mangiare per umani, che ci stava creando qualche problemino, abbiamo trovato un paio di espedienti: nella spiaggia vicino alla nostra c’è un bar sulla spiaggia che fa una discreta pizza; il posto e’ molto bello, con sedie e tavolini sulla sabbia e ombreggiati da grandi alberi, ci siamo andati due volte anche se bisogna prendere un taxi e poi farsi una scalinata in mezzo alla giungla, perché il taxi non può arrivare al villaggio vicino, non c’è la strada… E poi abbiamo scoperto i “plain noodles”, cioè gli spaghetti di riso lessati ma senza nessuna salsa: basta chiedere un po’ di burro (il parmigiano quello no, non e’ ancora arrivato) ed ecco servita una discreta pasta in bianco, che fa da alternativa al riso bianco per la piccola viaggiatrice.

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Oggi lasciamo la Malesia per andare in Cambogia, a vedere i templi di Angkor Wat, un doppio volo aereo che ci porterà lontano dal mare per un po’…speriamo che la Cambogia sia accogliente come Indonesia e Malesia!

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