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La Prima CinqueNelMondo GayPride Parade

Non lo sapevamo prima di partire per l’Olanda, ma quando siamo arrivati abbiamo scoperto che Sabato scorso ci sarebbe stata la Canal Parade 2014, la sfilata per i canali legata all’Amsterdam Gay Pride Week 2014.

Detto = Fatto, all’orario previsto ci siamo fiondati a prendere posto sulla riva di uno dei canali del percorso, e non é stata un’impresa da poco.

Adocchiato uno spazio con buona visuale abbiamo cominciato ad insinuarci piano piano, alla fine la disposizione era la seguente:

  • Viaggiatore Curioso a circa 3 metri di altezza, un piede sulla sbarra del parcheggio per biciclette e l’altro su un lampione, macchina fotografica pronta all’uso;
  • Viaggiatrice Curiosa a 2,3 metri di altezza, entrambi i piedi su un’altra sbarra del parcheggio per biciclette e telefono cellulare pronto all’uso;
  • Piccola Folletta (all’altezza di un paio di metri) e Mamma Paziente (altezza 1,7 metri, sorregge la Folletta) abbarbicate alla stessa sbarra di Viaggatrice Curiosa;
  • Papá Sognatore in piedi sul marciapiede, birra da 0,5 litri d’ordinanza pronta all’uso e postura leggermente ondeggiante al ritmo di musica house.

Da qui in poi é stata una passeggiata, l’atmosfera era coinvolgente e le barche (puntualissime) colorate, vivaci, con tanta musica giusta e zeppe di bella gente.

Ecco alcuni esempi:

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Carini i tipi con gli idranti a prua, vero ?

Ma il personaggio piu’ fotografato di tutta la sfilata e’ stato sicuramente questo:

Ha avuto qualche difficoltá a passare sotto i ponti, ma doveva essere proprio divertente !

Freno A Pedale: Evoluzione O Involuzione Del Genere Umano ?

Eccoci qua in quel di Amsterdam, impegnati in uno scambio casa con una famiglia olandese che in questo momento e’ ospite a casa nostra.

La tecnica dello scambio ci consente di vivere per un po’ come cittadini di Amsterdam, in particolare di IJburg, l’ultima estensione territoriale della cittá (peraltro molto contestata). E giá, perché qui ad Amsterdam fanno cosí, se gli manca un po’ di spazio per qualche casa buttano lí un’ isola artificiale e ci costruiscono sopra un bel quartiere residenziale per 45.000 persone, tutto preciso, con i negozi al posto giusto, piste ciclabili perfette, canali a destra e a manca, giochi per bambini ad ogni isolato, tutto perfetto e anche tutto un po’ ….artificioso, freddo…e come potrebbe essere altrimenti ?

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L’architettura poi segue delle linee abbastanza squadrate, a vederle da lontano un po’ monotone, ma per fortuna qua e la qualcuno si é sbizzarrito in forme e decorazioni originali e cosí l’ insieme risulta piacevole e a volte sorprendente, come nel caso di queste abitazioni decorate con pannelli di vetro rosso:

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In certe zone ci sono soluzioni abitative un po’ particolari…per esempio se siete tutti casa-lavoro-barca qui ci sono un paio di idee che fanno per voi:

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Oppure se piú semplicemente siete solo dei sostenitori del “Famolo Strano” qualcosa anche per voi si trova:

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Tutti poi, come spesso accade nei paesi del nord, tendono a vivere molto gli spazi aperti nel tempo libero e soprattutto nel fine settimana compaiono sedie e tavolini su terrazzi e marciapiedi, barbecue improvvisati e ragazzi che vanno in canoa o sguazzano nei canali. La bicicletta invece é un elemento permanente, ad ogni ora della settimana, e c’é da dire che quando si parla di piste ciclabili qui non hanno niente da imparare da nessuno, tutto é fatto a regola d’arte: le ciclabili sono ovunque (e non finiscono mai in un campo, contro una superstrada o al confine del comune, come succede in un paese di mia conoscenza), ad ogni incrocio ci sono indicazioni stradali specifiche per le biciclette, semafori appositi, chiare indicazioni su chi ha la precedenza o meno, anche tra diverse ciclabili che si incrociano, insomma…tutto perfetto !

Grazie alla cortesia della famiglia che ci ospita, anche noi Cinquenelmondo facciamo largo uso delle nostre 4 bici + seggiolino (niente rimorchio, peccato…), scorazzando in lungo ed in largo per Amsterdam e dintorni:

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Gli unici inconvenienti riguardo all’ uso intensivo della bicicletta sono, in ordine crescente, l’altezza da terra delle selle (e va be’ che gli olandesi sono il popolo piú alto al mondo, ma fateci toccare terra almeno quando ci fermiamo al semaforo !!), l’aggressivita’ del ciclista olandese medio (lui/lei ha da fare, se deve sorpassare sorpassa, non sta a guardare se dalla parte opposta arrivano due bici appaiate e un motorino, scampanella e passa, e non provare a fermarti a guardare la cartina per capirci qualcosa con tutte ‘ste ciclabili, lui scampanella, insulta e passa) ed infine il grande nemico, l’aggeggio infernale, lo strumento di tortura per il ciclista improvvisato: il freno a pedale ! (Beata la Viaggiatrice Curiosa, baciata dalla fortuna e dotata di una bici con due normali leve dei freni !)

Diciamo che, passato il primo monento di disorientamento per l’assenza delle familiari leve (freno anteriore e freno posteriore, come é sempre stato da quando avevi 5 anni), la novitá sembra anche carina: “uh, forte, si frena girando un poco indietro i pedali, comodo….e come si regola la forza della frenata ? Ah, se vai indietro poco frena piano, altrimenti da’ una bella inchiodata”…bene, fatta un po’ di pratica, pronti via …si parte !

Ma fatti alcuni chilometri iniziano ad emergere tutti i limiti di questo apparecchio poco ingegnoso:

  • Fermarsi e scendere dai pedali é piú facile a dirsi che a farsi, se stai frenando e molli i pedali per mettere i piedi a terra la bicicletta riparte…”e metti a terra un piede solo !”, qualcuno potrebbe suggerire, si, ma se il piede che devi mettere a terra é anche quello con cui stai frenando, che fai ? Sei obbligato a dare un’altra mezza pedalata per cambiare piede, ma nel frattempo sei arrivato troppo vicino al punto in cui ti volevi fermare (e se era un semaforo puó essere fastidioso, come minimo…)
  • Da fermo non hai la possibilitá di far fare ai pedali un mezzo giro per portarli in posizione di spinta (cosa che noi facciamo anche inconsciamente, ve ne siete mai accorti ?), e quindi ti trovi a dover fare delle partenze a “spinta di piedi”, molto divertenti, soprattutto in salita e per il povero Papá Sognatore che trasporta una zavorrina aggiuntiva di 20 chili sul seggiolino posteriore
  • In caso di frenata di emergenza, se i pedali non sono in buona posizione (per esempio verticali, uno in alto ed uno in basso) frenare decisamente non é facile, anzi é proprio difficile
  • Durante una bella discesa, mentre ti rilassi dopo tutta la fatica che hai fatto sulla salita precedente, non puoi far girare avanti e indietro i pedali e metterli come ti pare, visto che se li porti indietro la bici frena (e la fatica della salita precedente viene sprecata…)
  • Se vuoi fare una curva veloce non puoi girare i pedali per portare in alto quello interno, per evitare che tocchi terra, come si faceva da bambini, ma devi correre i tuoi rischi cosí come sei messo
  • Penso che potrei continuare per altri 6 o 7 punti, ma vi ho annoiati abbastanza e mi fermo qui, mi sembra che il punto sia chiaro.

Passiamo ai vantaggi di questa bella trovata ingegneristica:

Niente, eh ? L’unica, piccola cosa che mi sovviene é che si puó spostare liberamente la bici all’indietro anche con il cavalletto abbassato, visto che i pedali all’indietro non girano e non ci si vanno ad incastrare….ma francamente mi sembra un po’ poco per giustificare tutti i rischi all’incolumitá personale e i danni al benessere psico-fisico di cui sopra, per cui dichiaro con verdetto unanime che il freno a pedale é un’involuzione nella storia dell’umanitá, e che gli olandesi (e i nordici in generale) dovrebbero piú saggiamente adottare due bei freni a gommino. Punto.

 

 

Salina, Alicudi E Filicudi, Le Ultime Tre Sorelle

Salina è tranquilla, mooolto tranquilla, perfino per noi che non amiamo la vita mondana (ma neanche il nulla assoluto…). Un bel giro dell’isola in barca ci ha fatto apprezzare le sue belle coste, con almeno due punti degni di nota: punta Scario, quella a 5 minuti dal nostro appartamento, acque limpide e spiaggia di grossi sassi (meglio noleggiare un materassone gonfiabile, vale tutti i 3 euro che costa), e sicuramente la baia di Pollara, quella famosa per il film “Il postino”, con lo strapiombo da un lato ed i ricoveri dei pescatori dall’altro:

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Visto che le spiagge non sono il pezzo forte delle Eolie ci siamo concessi un’ altra gita in barca ad Alicudi e Filicudi, la prima ancora oggi isolata e restia ad aprirsi al turismo, niente auto, un unico ristorante ed ancora le barche dei pescatori ormeggiate invece degli ombrelloni per turisti:

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La seconda regala due scorci eccezionali: La Canna, uno scoglio solitario alto 70 metri, e la grotta del bue marino (peccato non avere avuto una barca più piccola per entrarci fino in fondo).

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Abbandonato per un giorno il mare, Mamma Paziente e Papa Sognatore si sono lanciati in un trekking sul Monte Felci, il monte più alto delle Eolie (arriva a sfiorare i 1000 metri): bel sentiero a salire, faticoso ma premiato da una bella vista dalla cima:

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Un po’ meno piacevole il sentiero a scendere sull’ altro versante, ma come al solito una granita a premiare gli sforzi dei due meno pigri tra i Cinquenelmondo.

Ma ormai è quasi ora di lasciare Salina e la sua ospitalità, e i pensieri già tornano a quello che ci attende a casa, lavoro, centro estivo, le solite cose…almeno fino alla prossima avventura!

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