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La Crisi, Ovvero il Senso Di Colpa

Tante volte in queste settimane in cui abbiamo annunciato i nostri programmi per l’estate ad amici, parenti, conoscenti ed anche a sconosciuti (la ragazza delle prenotazioni dal dentista, per esempio…), ci siamo sentiti in colpa. Non perchè stiamo facendo qualcosa di sbagliato o di dannoso per qualcuno, ma perchè in questo periodo in cui un discorso su due include la parola “crisi” diventa difficile raccontare di un viaggio lungo 3 mesi.

Difficile perchè magari la persona con cui stai parlando ha un lavoro precario, oppure ti ha chiesto se conosci qualcuno che puo’ offrirgli un secondo lavoro per integrare lo stipendio, oppure rinuncia ad un piccolo lusso extra da 50 euro perchè soldi non ce ne sono. E allora, davanti a quello sguardo un po’ sorpreso, un po’ invidioso ed in alcuni casi anche sospettoso (avranno vinto alla lotteria e lo tengono nascosto ? sono evasori totali di quelli che senti al telegiornale ?) non puoi fare a meno di sentirti in colpa.

Piu’ di una volta mi sono trovato a riflettere sull’opportunità di fare questo viaggio in un momento come questo, nel quale altri forse piu’ saggi (o meno avventurosi, non so…) metterebbero da parte questi soldi per un futuro che si presenta sempre piu’ incerto, soprattutto per due pazzi come noi che hanno da tempo rinunciato alle “certezze” di un lavoro stipendiato….Ma sono sempre arrivato alla conclusione che rinunciare a questo viaggio non avrebbe certo giovato alle persone che sono state colpite dalla crisi, e che il fatto che siamo stati (certamente) molto fortunati e (forse) anche abbastanza bravi nel nostro lavoro da potercelo permettere non comporta nessuna colpa.

Il mondo è un libro

Certo, questo denaro potrebbe essere speso in molti modi diversi, modi che possono sembrare piu’ utili e meno futili di un viaggio in località esotiche….questo lo sappiamo….

Sul frigorifero della nostra cucina c’è uno di quegli affari magnetici con scritto “Il mondo è un libro, e quelli che non viaggiano ne conoscono solo una pagina”… ecco, quando ci penso vedo questo viaggio anche come un investimento per il futuro, un capitale speso per fare in modo che, avendo letto qualche pagina diversa da quella che abbiamo davanti tutti i giorni, sia noi che i nostri figli sapremo scrivere delle pagine migliori di quelle che sono state scritte per questi anni.

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