Una famiglia…tanta curiosità…un sogno….Il Mondo !

Papà Sognatore

Siete Mai Stati Nel Paradiso Dei Fotografi?

Che tu sia un fotografo dilettante con una compatta da 100 euro o un professionista con super reflex multiobiettivo che costa come un’utilitaria, penso che Bali sia un sogno ad occhi aperti. L’unione dei colori della natura, dei fiori sparsi ovunque, dell’architettura dei templi con tutte quelle decorazioni ricche di statue di animali-mostri, delle risaie terrazzate con i vulcani sullo sfondo, e non ultimo del colore e del sorriso della gente del posto creano un miscuglio di sensazioni visive che spingerebbero chiunque a scattare una foto ogni tre passi. E meno male che hanno inventato le macchine digitali, che permettono di vedere le foto e distinguere quelle che effettivamente hanno colto l’attimo fuggente intravisto dall’occhio qualche secondo prima e di conservarne a centinaia in una schedina di plastica di due centimetri per due!

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Negli ultimi giorni a Bali ci è capitato proprio questo; la nostra guida (Coco Banana il nome d’arte, Wayan il vero nome….ma il discorso sui nomi balinesi sarebbe lungo….) ci ha portato in giro tra vulcani, templi e risaie, e abbiamo perfino fatto un salto a casa dei suoi suoceri per un saluto! Abbiamo scattato parecchie foto, anche se difficilmente un singolo scatto può trasmettere le impressioni che danno questi luoghi. Ubud si è confermato il cuore pulsante dell’ isola: i templi, la “foresta delle scimmie”, i musei, gli artisti ed anche i ristoranti pittoreschi ne fanno una meta che meriterebbe più tempo di quello che gli abbiamo concesso…..ci torneremo!

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Padangbay è un porto: come tutti i porti di questo mondo è sporca e un po’ sgarrupata, ma le spiagge che si raggiungono a piedi dalla nostra guest house arrampicata sulla collina (70 gradini ogni volta! ) rivelano finalmente la bellezza dell’ occeano indiano. Specialmente Blue Lagoon Beach ci regala una giornata particolarmente serena, con i tanti pesci di tutti i colori visti con la maschera (le pinne no, quelle non le abbiamo portate….), il pranzo a pochi metri dal mare e la piacevole passeggiata di rientro.

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E poi Coco nell’ultimo tour ci ha sorpreso, facendoci partecipare a ben due cerimonie: una da spettatori per la festa della dea dell’arte (c’erano tantissimi ragazzi delle scuole, chiuse per l’occasione, a portare le loro offerte al tempio “dei pipistrelli”) ed una invece da protagonisti al tempio madre di Bali, quello proprio sottto al vulcano sacro Gunun Agung, con tanto di spruzzata di acqua benedetta e manciatina di riso umido appiccicata sulla fronte.

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Da ultimo il Palazzo sull’acqua, piacevolmente diverso da tutti i templi visti nei giorni precedenti e nel quale abbiamo fatto un rinfrescante bagno nella piscina di acqua che scende dal vulcano, tutta per noi vista l’ora prossima al tramonto.

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Siamo così arrivati al momento di lasciare l’isola per andare alle Gili: a Bali torneremo tra 9 giorni, sperando che siano 9 giorni di mare e relax (ma l’inizio non è stato dei migliori !!!!).

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Bali, Un’Isola Da Scoprire A Poco A Poco

Eccoci qui, siamo a Bali da 6 giorni e piano piano stiamo iniziando a prendere confidenza con l’isola e le sue stranezze.

E gia’, perche’ se ci si ferma alla prima impressione si rischia di rimanere delusi….usciti dall’aeroporto ci si imbatte in un traffico pazzesco, piu’ di un’ora per fare pochi chilometri, e l’autista che dice “qui e’ sempre cosi’, da mattina a sera !”. Poi, arrivati a Sanur, destinazione “balneare’, si rimane delusi dalla spiaggia che, vicino alla nostra guest house, con la bassa marea risulta essere un po’ sporca e poco balneabile (alghe, barche, ….), tanto che anche la piccola viaggiatrice rinuncia alla solita danza nell’acqua bassa. Infine, la sera esci a cercare un ristorante per la cena, e la passeggiata di Sanur ricorda un po’ troppo quella di tante localita’ turistiche….negozi di abbigliamento, souvenir, gelateria, il ristorante italiano, bolognesa, carbonara, lasagna….

Si intuisce che qualcosa di diverso ci deve essere dalle decine di templi e altari che incontri in quelle poche centinaia di metri, e dalle ancora piu’ numerose offerte che rischi di calpestare (quelle a terra, che sono per gli spiriti maligni) o di far cadere (quelle sui tanti piccoli “altari” sparsi ovunque). E infatti piano piano l’essenza di Bali riesce ad emergere anche da sotto la spessa coltre del turismo di massa, quello tutto negozi e mordi-e-fuggi nei templi……..ti sembra di scoprire  quest’anima nascosta quando lasci la strada principale e nelle strade laterali vedi ancora tutti questi templi con le loro offerte, (allora non le mettono solo per impressionare i turisti !), quando sali sullo sgangherato Bemo (i piccoli furgoncini che fanno da taxi collettivo) e vedi il cestino con offerta e incenso appoggiato tra il cruscotto ed il parabrezza, la ritrovi quando la sera risalendo i 300 gradini che portano alle tombe reali vedi madre e figlia che preparano l’offerta del tramonto nel piccolo altare sulla loro risaia, per proteggerla dagli spiriti maligni.

E allora capisci che si, il turismo di massa e’ arrivato anche qui, che a Ubud (il cuore culturale di Bali, dove siamo ora) ci potra’ anche essere Starbuck’s sulla via principale, ma che l’orgoglio con cui i balinesi offrono ai turisti le loro danze tipiche e’ genuino, visto che quelle stesse danze fanno parte delle cerimonie religiose che scandiscono la vita di tutti i giorni. Belle, tra l’altro, queste danze….abbiamo visto la danza Kecak e la danza Barong, ed entrambe ci sono piaciute, una forma d’arte particolare e coinvolgente (tranne per la piccola viaggiatrice che mi e’ crollata dal sonno sulle ginocchia dopo i primi Cak Cak Cak Cak….).

Per il resto tutto bene, siamo stati in due belle guest house, la prima con piscina (di cui qualcuno ha approfittato a lungo, tanto da alzarsi la mattina alle 8 per avere piu’ tempo…), la seconda veramente balinese, con camere molto grandi al secondo piano e vista rilassante sui dintorni di Ubud. Anche dal punto di vista mangereccio le cose vanno abbastanza bene, i piatti indonesiani sono quasi tutti buoni, alcuni anche per chi non ama il piccante o le salsine dolciastre (queste un po’ difficili da evitare….), ma nei tanti ristoranti (la maggiora parte semivuoti, per fortuna l’alta stagione non e’ ancora arrivata, non oso immaginare come sara’ il traffico) si trovano anche piatti ‘internazionali’, tanto che qualcuno ha gia’ ordinato penne al ragu’, pizza al prosciutto e, udite udite, anche i tortelli di zucca….solo che erano conditi con il pesto!!!!!


Singapore: Toccata E Fuga

Il volo e’ stato lungo, 12 ore seduti (o quasi) non sono uno scherzo…per fortuna la tecnologia aiuta parecchio rispetto a qualche anno fa, e tra un film e l’altro siamo arrivati a destinazione. Dopo esserci ricordati di lasciare le cicche in aereo (l’importazione di chewing gum è severamente vietata), saliamo sulla Metro : il trasferimento all’ hotel e’ stato invece massacrante, la stazione del metro che sembrava essere la più vicina era a mezz’ora di camminata che, con i bagagli e 35 gradi, ha messo a dura prova la nostra resistenza. Peccato avere scoperto solo la mattina dopo che un’ altra stazione era a 50 metri, ma sulla nostra guida (del 2010) quella linea non esisteva….potenza dell’operosità asiatica!!

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Per visitare la città abbiamo avuto due giorni, una toccata e fuga, appunto. Un po’ pochi, forse, ci sono tante altre cose che non abbiamo visto e che ci hanno lasciato un po’ di curiosità. Il primo gorno siamo andati ai Botanic Gardens, una bella oasi di verde (il fresco no, quello non c’è neanche lì…) con all’ interno un parco dedicato solo alle orchidee….mai viste così tante in uno stesso posto !

Nel pomeriggio l’intenzione era quella di girare un po’ per Little India, quartiere indiano molto diverso dal resto della città, ma complice il crollo della piccola e la dimenticanza del papà (il passeggino e’ rimasto a casa :-(((, e portare in braccio 20 kg di calore umano a quelle temperature è deleterio) non ci siamo riusciti.

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Abbiamo però visto un interessante tempio hindu, che ha incuriosito un po’ tutti, a partire dal fatto che naturalmente si entra scalzi.

Il giorno dopo è iniziato di nuovo con una passeggiata in mezzo alla natura, percorrendo il South Ridge Walk,  una camminata sospesa tra gli alberi e le scimmie (che però non abbiamo visto,  con grande delusione di alcuni e sollievo di altri) che ci ha portati al Monte Faber, stazione della Cable Car.

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Pagato il pedaggio del viaggio sulla funivia piena di Angry Birds (abbastanza emozionante, a dire il vero…) più giro su una giostra a Sentosa, siamo poi tornati nella zona dell’ Esplanade, la più scenografica di Singapore, con il teatro, i grattacieli, gli hotel e il Science Centre che si affacciano tutti sulla stessa baia.

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Una conclusione in crescendo e un bel ricordo da portare via da Singapore, una città che si conferma piena di contrasti, non tanto tra ricchezza e povertà (come accade in altre metropoli del mondo) ma piuttosto tra natura e costruzioni, progresso e tradizione, che sembrano convivere in armonia come le tante persone di etnie diverse (quante facce di tutti i colori! ).


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Scaldiamo I Motori (Un Po’ Preoccupati….)

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Sei ore al decollo, i bagagli sono pronti (o quasi….), ed il nervosismo, come al solito, serpeggia….Tutto bene, direi !

L’ unica cosa che non ci aspettavamo di questa partenza è il partire preoccupati: anche ieri sera il terremoto si è fatto sentire, e così, anzichè partire lasciando a casa i parenti preoccupati per il nostro viaggio in luoghi esotici, partiamo preoccupati per i parenti che restano a casa !

Anche questa un’esperienza nuova, ma che avremmo preferito evitare…


La Crisi, Ovvero il Senso Di Colpa

Tante volte in queste settimane in cui abbiamo annunciato i nostri programmi per l’estate ad amici, parenti, conoscenti ed anche a sconosciuti (la ragazza delle prenotazioni dal dentista, per esempio…), ci siamo sentiti in colpa. Non perchè stiamo facendo qualcosa di sbagliato o di dannoso per qualcuno, ma perchè in questo periodo in cui un discorso su due include la parola “crisi” diventa difficile raccontare di un viaggio lungo 3 mesi.

Difficile perchè magari la persona con cui stai parlando ha un lavoro precario, oppure ti ha chiesto se conosci qualcuno che puo’ offrirgli un secondo lavoro per integrare lo stipendio, oppure rinuncia ad un piccolo lusso extra da 50 euro perchè soldi non ce ne sono. E allora, davanti a quello sguardo un po’ sorpreso, un po’ invidioso ed in alcuni casi anche sospettoso (avranno vinto alla lotteria e lo tengono nascosto ? sono evasori totali di quelli che senti al telegiornale ?) non puoi fare a meno di sentirti in colpa.

Piu’ di una volta mi sono trovato a riflettere sull’opportunità di fare questo viaggio in un momento come questo, nel quale altri forse piu’ saggi (o meno avventurosi, non so…) metterebbero da parte questi soldi per un futuro che si presenta sempre piu’ incerto, soprattutto per due pazzi come noi che hanno da tempo rinunciato alle “certezze” di un lavoro stipendiato….Ma sono sempre arrivato alla conclusione che rinunciare a questo viaggio non avrebbe certo giovato alle persone che sono state colpite dalla crisi, e che il fatto che siamo stati (certamente) molto fortunati e (forse) anche abbastanza bravi nel nostro lavoro da potercelo permettere non comporta nessuna colpa.

Il mondo è un libro

Certo, questo denaro potrebbe essere speso in molti modi diversi, modi che possono sembrare piu’ utili e meno futili di un viaggio in località esotiche….questo lo sappiamo….

Sul frigorifero della nostra cucina c’è uno di quegli affari magnetici con scritto “Il mondo è un libro, e quelli che non viaggiano ne conoscono solo una pagina”… ecco, quando ci penso vedo questo viaggio anche come un investimento per il futuro, un capitale speso per fare in modo che, avendo letto qualche pagina diversa da quella che abbiamo davanti tutti i giorni, sia noi che i nostri figli sapremo scrivere delle pagine migliori di quelle che sono state scritte per questi anni.


Un Mese Alla Partenza: “Allora, tutto pronto ?”

Eh si, manca solo un mese alla partenza, inizia a serpeggiare un po’ d’inquietudine e, puntualissima, arriva da più’ parti la classica domanda: “Allora, tutto pronto ?”

A dire la verità, non è che i preparativi stiano procedendo a tutta velocità, e poi…..non è che ci sia un gran che da preparare ! Diciamo che, una volta sistemate le cose strettamente necessarie (biglietti, passaporti, vaccini), l’ultimo grosso ostacolo da superare sarà la preparazione dei bagagli. Già, nel nostro caso questa semplice attività si trasforma quasi sempre in un compito titanico, rimandato fino all’ultimo momento (stavolta l’aereo è verso sera, per cui immagino che la mattina dell’ultimo giorno saremo ancora a scegliere capi di abbigliamento da mettere in valigia…) e fonte di nervosismo tra mammapaziente (in questo caso, un po’ meno paziente…) e papàsognatore (che, proprio perchè sognatore, ai bagagli tende a non dare molta importanza…).

E questa volta la cosa, perlomeno per quanto riguarda l’abbigliamento, dovrebbe essere anche piu’ semplice del solito: saremo quasi sempre al mare, temperature tra i 27 ed i 35 gradi, un maglioncino giusto perchè non si sa mai…e poi, non è che dobbiamo portare abbigliamento per tutto il viaggio: è previsto un pit-stop in lavanderia ogni due settimane, per cui dovremmo portare il necessario per 10 – 15 giorni.

E invece, so già che ci troveremo un’ora prima di partire per l’aeroporto a sistemare le ultime cose, a cercare una maglia o un pigiama a maniche lunghe del quale ci sembra di non poter fare a meno…ecco, il gatto almeno non ce l’abbiamo !!


Vaccinazioni, Ovvero Il Giorno Del Dubbio

Eh si, quando ci si vuole spingere ad esplorare altre regioni del mondo, abbandonando cosi’ la (relativa) sicurezza del dorato mondo occidentale, ci si deve prima o poi confrontare con uno sgradevole effetto collaterale: i rischi sanitari e le relative vaccinazioni.

Quando immagino e poi pianifico un viaggio naturalmente penso anche ad eventuali rischi per la salute, ma in genere l’argomento viene elaborato come un semplice compito da svolgere prima della partenza e pianificato nel calendario alla voce “Vaccinazioni – almeno due mesi prima”.
Poi arriva il giorno dell’appuntameno con il medico dell’asl (e questa volta erano anche in due, a
rafforzare il messaggio….), il quale, dopo averti chiesto informazioni su itinerario, tempi e modalità di viaggio, ti illustra tutta una serie di rischi e di malattie (alcune delle quali anche sconosciute…) che farebbero passare la voglia di viaggiare anche a Marco Polo.

Ed è qui che nasce Il Dubbio: ma chi me lo fa fare ? Ma veramente voglio andare a mettere a repentaglio la salute di tutta la famiglia solo per vedere un panorama un po’ diverso ?
Puoi reagire in due modi: o inizi a domandare, fai calcoli di probabilità, ti informi sulle
controindicazioni dei vaccini in modo da poter dare un assenso razionale e ponderato, valuti i rischi (e sei disposto ad annullare il viaggio ed a prenotare a Diano Marina), oppure pensi “speriamo che la roba che mi stanno iniettando non sia più dannosa della malattia” e ti sottoponi alla vaccinazione docile come un agnellino.

Il Dubbio naturalmente rimane anche nei giorni successivi, ma piano piano si ridimensiona e altre
considerazioni pratiche (“ci vanno milioni di turisti, noi siamo 5 su milioni, mica si ammaleranno tutti…”) e meno pratiche (“non vedo l’ora di partire !”) lo fanno passare in secondo piano, ed il gusto dell’avventura e della scoperta torna prepotente a sovrastare le preoccupazioni.

Anche perchè, come si fa ad essere preoccupati pensando ad un tramonto cosi ?


Che Bello Viaggiare all’Avventura….o No ?

Ho sempre invidiato quelli che nei loro diari di viaggio raccontano di viaggi fatti nella più completa libertà, senza prenotare ne’ trasporti ne’ un letto per la notte, liberi di andare dove li porta l’ispirazione del momento e di abbandonare una città, un’isola o una spiaggia se non sono come se li aspettavano o semplicemente se un altro luogo li attira in maniera irresistibile.
Mi dico sempre che così facendo si godono il meglio del viaggio, vivono il momento e possono scegliere luoghi e sistemazioni usando i loro cinque sensi e non le fantasie del viaggio immaginario fatto stando davanti al PC e basato su foto, guide, siti internet che magari poi non sono proprio proprio corrispondenti alla realtà….
Però….però…anche mentre li invidio, anche quando mi dico che una buona volta dovrei provarci anch’io con tutta la truppa al seguito, c’è una vocina dentro la mia testa che comincia a sussurrare frasi insidiose….

“E se arrivate nel mezzo della notte e non ci sono sistemazioni per 5 ? ”
….
“E se l’aereo per quell’isola fantastica costa il triplo di 3 mesi fa ? ”
….
“E se non puoi andare in quel paese bellissimo perché per i bambini serviva un visto speciale ? ”
….

Piano piano la parte che governa la vocina insidiosa prende il sopravvento su quella che sogna la libertà, comincia a far muovere mouse e tastiera ed in men che non si dica ha pronte le prenotazioni per aereo (che poi il prezzo sale…), autobus aeroporto-albergo (arriviamo stanchi, evitiamo le sorprese…), albergo (dove la trovi questa camera da 5 con vista grattacieli a questo prezzo ?) e magari anche per il parco naturale che visiteremo settimane dopo essere arrivati (c’è l’internet price…).

Per un breve periodo le due parti combattono tra loro, io assisto alla battaglia e soffro, perché faccio il tifo per tutte e due, finché alla fine la mia identità “tour operator” prende il sopravvento su quella “hippie” (o perlomeno, fino ad oggi è sempre stato così…), forte delle sue ragioni economiche e del senso di responsabilità del bravo padre di famiglia.
A quel punto mi rilasso, e quasi sempre mi rendo conto che questo costruire il viaggio da casa, il visitare mille siti internet e far incastrare due voli ed uno spostamento in treno con un’escursione nel deserto o una tappa in una città storica è una cosa che mi piace moltissimo, che se riuscissi la farei anche per lavoro…
E alla fine, quando tutto quadra (e il prezzo che spenderemo per farlo quadrare è ragionevole), allora tutte e due le parti che prima combattevano si uniscono in una grande soddisfazione per quello che sono riuscite a fare.

Certo, adesso dobbiamo anche partire….

P.S.
Che poi, restare in mezzo ad un strada senza un posto dove dormire capita anche ai super-organizzati, e di questo ne sa qualcosa perfino mia suocera….


Perché Proprio Là ?

Non so….ha avuto un corteggiamento lungo, questa storia d’amore con l’Asia…
Quando ho iniziato a sognare un viaggio per il mondo, le prime mete che mi venivano in mente erano Canada, Stati Uniti, America del Sud, Nuova Zelanda, Australia….il sud/est asiatico era un po’ una nuvola confusa, messa lì alla fine di un giro del mondo ma senza un’idea precisa, un insieme di popoli tutti un po’ cinesi, con questa cucina Indonesiana o Thailandese che tanti nel mondo amano ma che a noi italiani non piace in maniera particolare.

Poi ho iniziato a leggere.

Ho letto guide di viaggio, ho letto libri, ho letto articoli di giornale, ho letto tanti racconti di viaggio sul web… ed ho imparato che paesi come Indonesia, Thailandia, Cambogia, Vietnam, Malesia hanno ognuno una propria identità, una storia ed una cultura affascinanti, oltre a non avere niente da invidiare al resto del mondo in quanto a bellezze naturali.

E poi c’è il piacere di scoprire un mondo diverso dal nostro, un mondo lontano da quello che ci circonda tutti i giorni; piacere che i paesi che all’inizio mi affascinavano (paesi molto “occidentali” per cultura e mentalità) probabilmente non ci avrebbero dato.

Così, quando è stato il momento di scegliere per davvero una meta per una lunga estate, complice il fatto che in America del Sud è inverno, il dito è caduto su questa parte del mappamondo: quella in basso a destra, quella sempre un po’ ignorata nei nostri studi di geografia, quella che non si sa bene quali nazioni contenga, quella che ha fatto innamorare tanti viaggiatori prima di noi….ora sta a noi scoprire il perché !


Compagni di Viaggio

A volte è bello sapere di non essere da soli.
A volte è bello sapere che c’è qualcuno che, come te, se potesse partirebbe domani e girerebbe per il mondo a tempo indeterminato.
A volte è bello sapere che c’è qualcuno che fa un viaggio di 11.000 km (anche) per vedere le balene.

Tanti anni fa due amici sono venuti con noi per una parte di quella che è stata forse la nostra prima avventura, un’indimenticabile esperienza in Brasile…allora eravamo solo in 3 (e mezzo…).

Anche questa volta, dopo tanti anni in cui cause di forza maggiore non gli hanno permesso di viaggiare con noi, questi due amici saranno con noi a Bali, la nostra prima tappa dopo Singapore: welcome back !!


Il Dado è Tratto

Eh si, alla fine, dopo tanto sognare, poco discutere, molte incertezze e tanti calcoli, il dado è tratto: abbiamo acquistato i biglietti aerei, non si torna indietro.
Destinazione ? Per ora Singapore andata e ritorno, ma il programma completo di viaggio è qui, nella mia testa, deve solo trovare l’uscita !
Certo, rispetto al “Grande Sogno” iniziale di un intero anno sabbatico trascorso ad esplorare il mondo l’obiettivo è cambiato: sarà un’estate in viaggio, ad esplorare il sud-est asiatico.
E’ il giro del mondo ? Troppo costoso, troppo difficile da organizzare, e forse anche “troppo” in tutti i sensi….24 ore su 24 tutti assieme, per 365 giorni…chissà se avremmo resistito ?
Invece questa avventura sembra più “giusta”, più a misura di famiglia, e speriamo non meno ricca di esperienze e di luoghi meravigliosi.


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