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La Prima CinqueNelMondo GayPride Parade

Non lo sapevamo prima di partire per l’Olanda, ma quando siamo arrivati abbiamo scoperto che Sabato scorso ci sarebbe stata la Canal Parade 2014, la sfilata per i canali legata all’Amsterdam Gay Pride Week 2014.

Detto = Fatto, all’orario previsto ci siamo fiondati a prendere posto sulla riva di uno dei canali del percorso, e non é stata un’impresa da poco.

Adocchiato uno spazio con buona visuale abbiamo cominciato ad insinuarci piano piano, alla fine la disposizione era la seguente:

  • Viaggiatore Curioso a circa 3 metri di altezza, un piede sulla sbarra del parcheggio per biciclette e l’altro su un lampione, macchina fotografica pronta all’uso;
  • Viaggiatrice Curiosa a 2,3 metri di altezza, entrambi i piedi su un’altra sbarra del parcheggio per biciclette e telefono cellulare pronto all’uso;
  • Piccola Folletta (all’altezza di un paio di metri) e Mamma Paziente (altezza 1,7 metri, sorregge la Folletta) abbarbicate alla stessa sbarra di Viaggatrice Curiosa;
  • Papá Sognatore in piedi sul marciapiede, birra da 0,5 litri d’ordinanza pronta all’uso e postura leggermente ondeggiante al ritmo di musica house.

Da qui in poi é stata una passeggiata, l’atmosfera era coinvolgente e le barche (puntualissime) colorate, vivaci, con tanta musica giusta e zeppe di bella gente.

Ecco alcuni esempi:

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Carini i tipi con gli idranti a prua, vero ?

Ma il personaggio piu’ fotografato di tutta la sfilata e’ stato sicuramente questo:

Ha avuto qualche difficoltá a passare sotto i ponti, ma doveva essere proprio divertente !


Freno A Pedale: Evoluzione O Involuzione Del Genere Umano ?

Eccoci qua in quel di Amsterdam, impegnati in uno scambio casa con una famiglia olandese che in questo momento e’ ospite a casa nostra.

La tecnica dello scambio ci consente di vivere per un po’ come cittadini di Amsterdam, in particolare di IJburg, l’ultima estensione territoriale della cittá (peraltro molto contestata). E giá, perché qui ad Amsterdam fanno cosí, se gli manca un po’ di spazio per qualche casa buttano lí un’ isola artificiale e ci costruiscono sopra un bel quartiere residenziale per 45.000 persone, tutto preciso, con i negozi al posto giusto, piste ciclabili perfette, canali a destra e a manca, giochi per bambini ad ogni isolato, tutto perfetto e anche tutto un po’ ….artificioso, freddo…e come potrebbe essere altrimenti ?

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L’architettura poi segue delle linee abbastanza squadrate, a vederle da lontano un po’ monotone, ma per fortuna qua e la qualcuno si é sbizzarrito in forme e decorazioni originali e cosí l’ insieme risulta piacevole e a volte sorprendente, come nel caso di queste abitazioni decorate con pannelli di vetro rosso:

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In certe zone ci sono soluzioni abitative un po’ particolari…per esempio se siete tutti casa-lavoro-barca qui ci sono un paio di idee che fanno per voi:

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Oppure se piú semplicemente siete solo dei sostenitori del “Famolo Strano” qualcosa anche per voi si trova:

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Tutti poi, come spesso accade nei paesi del nord, tendono a vivere molto gli spazi aperti nel tempo libero e soprattutto nel fine settimana compaiono sedie e tavolini su terrazzi e marciapiedi, barbecue improvvisati e ragazzi che vanno in canoa o sguazzano nei canali. La bicicletta invece é un elemento permanente, ad ogni ora della settimana, e c’é da dire che quando si parla di piste ciclabili qui non hanno niente da imparare da nessuno, tutto é fatto a regola d’arte: le ciclabili sono ovunque (e non finiscono mai in un campo, contro una superstrada o al confine del comune, come succede in un paese di mia conoscenza), ad ogni incrocio ci sono indicazioni stradali specifiche per le biciclette, semafori appositi, chiare indicazioni su chi ha la precedenza o meno, anche tra diverse ciclabili che si incrociano, insomma…tutto perfetto !

Grazie alla cortesia della famiglia che ci ospita, anche noi Cinquenelmondo facciamo largo uso delle nostre 4 bici + seggiolino (niente rimorchio, peccato…), scorazzando in lungo ed in largo per Amsterdam e dintorni:

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Gli unici inconvenienti riguardo all’ uso intensivo della bicicletta sono, in ordine crescente, l’altezza da terra delle selle (e va be’ che gli olandesi sono il popolo piú alto al mondo, ma fateci toccare terra almeno quando ci fermiamo al semaforo !!), l’aggressivita’ del ciclista olandese medio (lui/lei ha da fare, se deve sorpassare sorpassa, non sta a guardare se dalla parte opposta arrivano due bici appaiate e un motorino, scampanella e passa, e non provare a fermarti a guardare la cartina per capirci qualcosa con tutte ‘ste ciclabili, lui scampanella, insulta e passa) ed infine il grande nemico, l’aggeggio infernale, lo strumento di tortura per il ciclista improvvisato: il freno a pedale ! (Beata la Viaggiatrice Curiosa, baciata dalla fortuna e dotata di una bici con due normali leve dei freni !)

Diciamo che, passato il primo monento di disorientamento per l’assenza delle familiari leve (freno anteriore e freno posteriore, come é sempre stato da quando avevi 5 anni), la novitá sembra anche carina: “uh, forte, si frena girando un poco indietro i pedali, comodo….e come si regola la forza della frenata ? Ah, se vai indietro poco frena piano, altrimenti da’ una bella inchiodata”…bene, fatta un po’ di pratica, pronti via …si parte !

Ma fatti alcuni chilometri iniziano ad emergere tutti i limiti di questo apparecchio poco ingegnoso:

  • Fermarsi e scendere dai pedali é piú facile a dirsi che a farsi, se stai frenando e molli i pedali per mettere i piedi a terra la bicicletta riparte…”e metti a terra un piede solo !”, qualcuno potrebbe suggerire, si, ma se il piede che devi mettere a terra é anche quello con cui stai frenando, che fai ? Sei obbligato a dare un’altra mezza pedalata per cambiare piede, ma nel frattempo sei arrivato troppo vicino al punto in cui ti volevi fermare (e se era un semaforo puó essere fastidioso, come minimo…)
  • Da fermo non hai la possibilitá di far fare ai pedali un mezzo giro per portarli in posizione di spinta (cosa che noi facciamo anche inconsciamente, ve ne siete mai accorti ?), e quindi ti trovi a dover fare delle partenze a “spinta di piedi”, molto divertenti, soprattutto in salita e per il povero Papá Sognatore che trasporta una zavorrina aggiuntiva di 20 chili sul seggiolino posteriore
  • In caso di frenata di emergenza, se i pedali non sono in buona posizione (per esempio verticali, uno in alto ed uno in basso) frenare decisamente non é facile, anzi é proprio difficile
  • Durante una bella discesa, mentre ti rilassi dopo tutta la fatica che hai fatto sulla salita precedente, non puoi far girare avanti e indietro i pedali e metterli come ti pare, visto che se li porti indietro la bici frena (e la fatica della salita precedente viene sprecata…)
  • Se vuoi fare una curva veloce non puoi girare i pedali per portare in alto quello interno, per evitare che tocchi terra, come si faceva da bambini, ma devi correre i tuoi rischi cosí come sei messo
  • Penso che potrei continuare per altri 6 o 7 punti, ma vi ho annoiati abbastanza e mi fermo qui, mi sembra che il punto sia chiaro.

Passiamo ai vantaggi di questa bella trovata ingegneristica:

Niente, eh ? L’unica, piccola cosa che mi sovviene é che si puó spostare liberamente la bici all’indietro anche con il cavalletto abbassato, visto che i pedali all’indietro non girano e non ci si vanno ad incastrare….ma francamente mi sembra un po’ poco per giustificare tutti i rischi all’incolumitá personale e i danni al benessere psico-fisico di cui sopra, per cui dichiaro con verdetto unanime che il freno a pedale é un’involuzione nella storia dell’umanitá, e che gli olandesi (e i nordici in generale) dovrebbero piú saggiamente adottare due bei freni a gommino. Punto.

 

 


Salina, Alicudi E Filicudi, Le Ultime Tre Sorelle

Salina è tranquilla, mooolto tranquilla, perfino per noi che non amiamo la vita mondana (ma neanche il nulla assoluto…). Un bel giro dell’isola in barca ci ha fatto apprezzare le sue belle coste, con almeno due punti degni di nota: punta Scario, quella a 5 minuti dal nostro appartamento, acque limpide e spiaggia di grossi sassi (meglio noleggiare un materassone gonfiabile, vale tutti i 3 euro che costa), e sicuramente la baia di Pollara, quella famosa per il film “Il postino”, con lo strapiombo da un lato ed i ricoveri dei pescatori dall’altro:

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Visto che le spiagge non sono il pezzo forte delle Eolie ci siamo concessi un’ altra gita in barca ad Alicudi e Filicudi, la prima ancora oggi isolata e restia ad aprirsi al turismo, niente auto, un unico ristorante ed ancora le barche dei pescatori ormeggiate invece degli ombrelloni per turisti:

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La seconda regala due scorci eccezionali: La Canna, uno scoglio solitario alto 70 metri, e la grotta del bue marino (peccato non avere avuto una barca più piccola per entrarci fino in fondo).

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Abbandonato per un giorno il mare, Mamma Paziente e Papa Sognatore si sono lanciati in un trekking sul Monte Felci, il monte più alto delle Eolie (arriva a sfiorare i 1000 metri): bel sentiero a salire, faticoso ma premiato da una bella vista dalla cima:

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Un po’ meno piacevole il sentiero a scendere sull’ altro versante, ma come al solito una granita a premiare gli sforzi dei due meno pigri tra i Cinquenelmondo.

Ma ormai è quasi ora di lasciare Salina e la sua ospitalità, e i pensieri già tornano a quello che ci attende a casa, lavoro, centro estivo, le solite cose…almeno fino alla prossima avventura!


Panarea, Stromboli e Vulcano: Finalmente Eolie!

Diciamo che finora Lipari non li aveva entusiasmati, e forse un poco di inedia era derivata da lí…ma in questi giorni abbiamo iniziato a fare sul serio.

Prima un’ escursione in barca a Panarea e Stromboli, dall’ora di pranzo alla sera, poi un’ escursione a Vulcano con tanto di salita al cratere e bagno nel fango melmoso, puzzolente e benefico (?), ma non tutti, solo mammapaziente (“Cos’è questo odore di uovo marcio!…..Ah… sei tu, cara…”)

Di Panarea la snob abbiamo visto solo Cala Junco e girato il paesino, è bella, certo se la tira non poco…ma tra una villa in Costa Smeralda ed una a Panarea preferisco la seconda, grazie in anticipo al misterioso benefattore che ce la vorrà donare!

Stromboli invece non sembra snob, ma questa volta, mentre Strombolicchio si è fatta vedere in tutta la sua maestosa imponenza, il vulcano e le sue mini eruzioni si sono nascosti dietro una “simpatica” nuvoletta che ha reso vana l’attesa di noi spettatori paganti, solo qualche rosso chiarore intravisto al di là della nube…pazienza, sarà per la prossima volta!

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La salita al cratere di Vulcano è stata faticosa, anche perché la saggia programmazione di Papà Sognatore l’ha piazzata lì tra le 11 e le 14, così sembrava anche più “incandescente”…bella, comunque, e premiata poi con una tonificante granita di limone sulla strada del rientro.

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È arrivato poi il momento di trasferirsi a Salina, e c’è da dire che se il panorama dal terrazzo di Lipari era rilassante, anche per la prossima settimana iniziamo bene:

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anche perché in 5 minuti a piedi si arriva ad un mare di cui proprio non ci si può lamentare !

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Pigrizia, Dolce Pigrizia

Continua il pigro acclimatamento eoliano dei cinquenelmondo…sono irriconoscibili: sveglie all’ ora dell’ aperitivo, mattine senza mare, rifiuto della passeggiata serale con gelato!

Nei giorni scorsi, sempre all’ insegna della pigrizia, c’è stato un giro dell’ isola in auto (e che auto! ), bellissimi panorami ed una spiaggia abbastanza selvaggia da rientrare negli standard di altri tempi, Valle Muria.
A proposito dell’auto, qualcuno sosteneva che non ce l’avrebbe fatta a fare tutto il giro dell’isola, e invece, tra qualche improperio del conducente e numerose ripetizioni della canzoncina “dai dai dai!  dagli una spinta…”,  sono riusciti a tornare alla base sani, salvi e allegri.

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Il giorno successivo è invece trascorso interamente in spiaggia attrezzata con ombrelloni, lettini, giochi per bambini, biliardino, carte, musica….roba che potevano andare ad Igea Marina (ma il mare ed il panorama qui sono comunque meglio…).

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Boh, vedremo se nei prossimi giorni lo spirito vulcanico delle Eolie li risveglierà da questo torpore similrivieraromagnola.


Eolie, Primo Impatto: Non Male!

Diciamo subito che, anche se dopo un viaggio iniziato a notte fonda (tipico di noi viaggiatori low cost, cosa non si fa per risparmiare qualche euro…) e con tre mezzi di trasporto diversi (aereo, autobus, aliscafo), trovarsi con la prospettiva di trascorrere una settimana avendo a disposizione un terrazzo ben ombreggiato e con una bella vista sul porto e sulla rocca di Lipari riconcilia con la bella vita, apre il cuore e anche la mente, soprattutto a noi “lauradur” della pianura padana, che abbiamo sempre una visuale un po’ limitata e coperta da foschie e nebbie varie.

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Per il resto ce la stiamo prendendo tranquilla, la prima mattina una bella dormitona di recupero a poi autobus per la spiaggia più vicina, Canneto, giusto per cominciare a (ri)prendere confidenza con sole e mare…essendo Domenica la spiaggia era ben affollata, e non ci siamo fatti mancare neanche “l’aperitivo più glamour dell’isola”, con tanto di dj in maglietta rosa alla consolle…mi sta che sto invecchiando, che fine hanno fatto le spiagge solitarie ed il mare spettacolare?  Qua tocca rimettersi sulla strada giusta…aggiornamenti nei prossimi giorni!


8 Marzo: Festa Della Donna…..Ma Anche Del Rugby !

Eh si, perchè Papà Sognatore è un appassionato di rugby, o perlomeno delle partite del 6 Nazioni, e ogni tanto ne approfitta (anche se qualcuno pensa che sia solo una scusa…che maligni !) per organizzare una gita all’estero.

Negli anni passati ci sono stati Edimburgo, per Scozia – Italia, in compagnia del maggiore dei Viaggiatori Curiosi:

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E poi Londra, nel tempio di Twickenham, per Inghilterra – Italia, con un amico di vecchia data:

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Quest’anno, visto che Irlanda – Italia si gioca a Dublino proprio l’8 Marzo, quale occasione migliore per invitare Mamma Paziente per un week-end romantico nella dolce Irlanda ? Come spesso accade, Mamma Paziente approva l’organizzazione, e quindi per questa volta i CinqueNelMondo si ridurranno a DueNelMondo per immergersi nell’atmosfera di Dublino, con poche (meglio dire zero…) speranze di una vittoria dell’Italia e cercando di non ridursi come questi due rugbisti “Irish Style”:

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Il Fascino Della Diversità

Perchè Londra attira milioni di visitatori, e tantissimi (anche italiani) ne rimangono così colpiti da andarci addirittura a vivere ?

Ci sono sicuramente tanti fattori razionali che rendono questa città un luogo piacevole da vivere (sempre che amiate le metropoli ! ): l’ordine e la pulizia delle strade centrali, i suoi magnifici parchi, il senso civico della maggior parte dei suoi abitanti, la fantastica rete di trasporti pubblici.

Credo però che un peso decisivo in questo innamoramento di massa (Londra è visitata ogni anno da 16 milioni di stranieri, Roma da 7 milioni circa…) stia anche nella diversità: si sa, gli inglesi amano fare molte cose in maniera diversa (guidare, ma anche stare in fila, tenere la destra sulle scale mobili, ecc..). E le immagini che rappresentano questa diversità ti entrano negli occhi e vanno a depositarsi tra i ricordi belli che porti con te, facendoti periodicamente tornare voglia di andare a vedere se è tutto ancora li o se per caso la (triste) globalizzazione che ti fa trovare gli stessi negozi e fast food in tutto il mondo non sia per caso arrivata anche là, facendo sparire gli autobus a due piani, le cabine rosse, i cinema e i teatri ancora vivi e vibranti, e tanti altri piccoli dettagli che la rendono un luogo unico.

Ecco allora qualche immagine che mi porterò dietro tra i ricordi con l’etichetta “da rivedere”:

I suonatori di cornamusa e gli autobus a due piani, quest’ultimi allo stesso tempo efficienti e affascinanti.

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Le cabine telefoniche: nessuno le usa più ma tutti le fotografano !

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Una sala da te tra le volte di una cripta sotto una chiesa (devo provare a proporla al parroco della basilica vicino a casa…)

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L’ombra di Sherlock Holmes quà e là

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I mercatini con le loro mercanzie nuove e usate e cibarie da ogni dove

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Camden Town, il mio quartiere preferito, a volte troppo “finto” ma sempre brulicante di attività e novità

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A proposito di novità, in questa breve gita europea i CinqueNelMondo non erano soli, ma ben accompagnati da fratelli, zii e cugini per un totale di QuattordiciNelMondo, tutti sistemati in una unica camerata di un ostello. E se prima di partire c’erano delle perplessità riguardo a questa convivenza di massa, ora le perplessità sono sparite: l’esperimento Ostello è riuscito, e rimane solamente il piacere di avere passato dei bei momenti in buona compagnia.

Grazie a tutti gli altri 13 !


Perchè La Grecia Non Tradisce Mai

(a meno che non parliamo di titoli di stato…)

Nel corso degli anni siamo stati diverse volte in vacanza in Grecia, iniziando dalla nostra prima vacanza all’estero (Skiathos e Skopelos, ancora senza piccoli viaggiatori al seguito), passando per un Tour delle Cicladi di 5 settimane, per 3 settimane nelle isole Ionie, fino ad arrivare alla (ahimè breve) vacanza di quest’anno a Rodi e Karpathos.

Sulla base di queste esperienze, ecco i motivi per cui, secondo me (ma penso anche secondo gli altri QuattroNelMondo), la Grecia non tradisce mai le aspettative del turista/viaggiatore:

1) Sole, Sole, e un po’ di Vento. Abbiamo sempre trovato un clima splendido, nessuna preoccupazione di avere qualche giorno o addirittura una settimana di tempo così così o di pioggerella, sempre un bel caldo (qualche volta anche troppo), ma per fortuna addolcito dal vento che, immancabile, soffia costante sulle isole Greche (a volte pure troppo, se siete tipi a cui il vento dà fastidio….cambiate destinazione !)

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2) Atmosfera. Saranno gli onnipresenti azzurro e bianco, che assieme al blu dell’Egeo sono una gioia per gli occhi; saranno le innumerevoli cappelline e chiesette costruite in posti improbabili, che anche a chi è poco (o per niente) religioso regalano una sensazione di pace e la voglia di fermarsi a meditare; saranno le strade a volte ancora sterrate per raggiungere le spiagge, le taverne sulla spiaggia gestite da anziane signore o da più giovani pseudo-hippie, fatto sta che ogni volta che andiamo in Grecia ci sentiamo immersi un posto “diverso”, e la globalizzazione (che a volte fa sembrare un po’ uguali a casa anche i luoghi più esotici) sembra un po’ più lontana…

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3) Tipo di Alloggio (e relativo prezzo…). Per noi CinqueNelMondo, la sistemazione-tipo greca, cioè uno studio con 1 camera + 3 letti in soggiorno e angolo cottura, è la sistemazione perfetta: più spaziosa e sfruttabile di una camera d’albergo, meno costosa di un appartamento…e poi, se a 55 euro a notte mi regalano anche la piscina e un tramonto sul mare come questo….

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4) Mare, Splendido Mare: magari le spiagge non saranno sempre come le vorremmo (c’è chi preferisce le rocce, chi i sassolini e chi vorrebbe sempre e solo sabbia fine e dorata), ce ne sono di tutti i tipi, ma il mare non ci ha mai tradito: abbiamo sempre trovato acque limpide e pulite, qualche volta un po’ fredde, altre volte trooooooppo calde, ma sempre godibili e rinfrescanti quanto basta. E poi spiaggia libera per chi la preferisce, ombrellone e lettini al giusto prezzo per i più pigri.

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5) Cibo e Ristoranti: diciamo che la dieta base è fatta da “Gyros Pita + Fried Potatoes, no Onion, no Tsatsiki” (che tradotto in italiano più o meno è “una piadina con carne e patatine, senza cipolle e salsine”), glorioso pasto che per 3 euro riempie la pancia e soddisfa la mente e il portafogli. Quest’anno abbiamo poi scoperto che anche gli adoloscenti più affamati (ne avevamo due in più oltre ai nostri viaggiatori) possono essere saziati senza dover dare fondo alla carta di credito (spesa a testa da un minimo di 6 euro ad un massimo di 16 euro la sera delle grigliate di pesce e dei fritti misti) e con un ottima qualità del cibo, sempre genuino e quasi sempre in porzioni abbondanti. Piatti più gettonati ? La fava (antipasto di pasta di ceci più o meno condita con olio e cipolla), il calamaro alla griglia di Dimitrios a Karpathos e la fuit salad (piccola montagna di frutta) del baretto sulla Golden Beach a Rodi.

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Quindi ? Quindi a Papà Sognatore non rimane che iniziare a sognare e a “progettare” la prossima capatina in Grecia….mi sa che sarà una seconda edizione del Tour delle Cicladi…il programma ? Mykonos + Koufinissi + Amorgos + Folegandros…tanto sognare non costa niente !


Marocco Sotto La Pioggia

Eh già, stamattina la pioggia ci ha bloccati qui a casa, inutile girare con mantelline e ombrello, si perderebbe tutto il gusto del gironzolare nella medina….aspettiamo tempi migliori (nel pomeriggio è previsto sole) e nel frattempo ci portiamo avanti con i compiti (ed il blog).

Ho detto casa perchè si fa in fretta a traformare un nuovo posto in una confortevole dimora, soprattutto quando è ricca di fascino come questa….è un po’ angusta, con tante scale strette e ripide, ma quando trovi ad attenderti un set di spezie come questo:
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ti senti subito più a casa !

All’arrivo ci aveva invece accolti un bel sole, tanto che il primo pranzo lo abbiamo mangiato in una bella terrazza con vista sui tetti circostanti, il tutto acompagnato da un buon tè alla menta.
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La medina è bella, anche se suscita emozioni contrastanti…a volte è un po’ troppo caotica e opprimente, con le viuzze strette piene di asini e muli che trasportano di tutto…
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Poi ci sono invece angoli più tranquilli, piccole piazze dove il tempo sembra scorrere più lentamente e la frenesia del “voglio vedere tutto” da una parte e del “voglio spillarti quanti più soldi possibile” dall’ altra sembra un po’ allontanarsi. Sempre presente è invece il rischio di perdersi, e non è che i cartelli messi recentemente dal comune per aiutare i turisti servano poi a molto….giudicate voi:
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Ieri invece la pioggia aveva già fatto la sua comparsa ma senza impedirci di visitare un bel parco, il quartiere ebraico (dove un guida improvvisata mi ha spillato 18 euro, sto diventando troppo tenero) e la collina a nord di Fes, da cui si vede un bel panorama:
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Ma ora è tornato il sole, e il Marocco ci chiama!


Sarà Una Partenza Strana

Sarà una partenza strana, questa volta, una partenza a scaglioni….Papà Sognatore, incapace di resistere all’impulso compulsivo da prenotazione folle, ha prenotato un volo per sé ed i figli grandi per il martedì, mentre Mamma Paziente e la Piccola Viaggiatrice partiranno solo tre giorni dopo…anche perchè Mamma Paziente ha impegni di lavoro, qualcuno con la testa sulle spalle in famiglia ci vuole…

Prima che le più femministe insorgano, premetto che Papà Sognatore era disposto anche a portarsi la Piccola Viaggiatrice, lasciando Mamma Paziente libera e bella ad adempiere ai propri doveri, ma naturalmente il cuore di mamma ha subito reagito (“No, dai, ….la mia piccolina…e se succede qualcosa e devi lasciarli soli ? Meglio se rimane con me…”), e così è stato.

Nell’attesa, Papà Sognatore non vede l’ora di potersi aggirare per i vicoli di Fez, esplorando questi luoghi così particolari che hanno fatto includere la medina di Fez nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco….poi, con l’arrivo dei rinforzi tre giorni dopo, passeremo ad un programma piu’ turistico: Meknes, la vicina città imperiale, Volubilis, con le sue rovine romane ben conservate, e Moulay Idriss, luogo santo per i musulmani.

Speriamo anche di incontrare finalmente quella primavera che qui ancora si fa desiderare, anche se dalla regia mi dicono che le notti di Fez hanno una temperatura “frizzantina” !! E naturalmente noi staremo in una tipica casa marocchina, che adoro, con quel patio centrale aperto e la terrazza arredata dove sorseggiare il tè alla menta….ah, e che, naturalmente, non ha il riscaldamento !

Casa Marocchina


Non Riesco A Capire, E Allora…..Parto !

Sono giorni di passione, giorni di speranze e delusioni…ci provo, mi sforzo di capire quali possono essere le motivazioni di chi vota in un certo modo, apparentemente irrazionale…

Ma non ce la faccio…cerco di vestirmi con panni diversi, di immedesimarmi in un altro modo di pensare, ma proprio non ci riesco…e allora cosa faccio ?

Parto !

Mi butto nell’organizzazione di una breve vacanza in un luogo non troppo lontano, ma spero lontano abbastanza da questa maggioranza di gente che vive intorno a me e che ragiona e vota in un modo che io non riesco a capire.

Destinazione ? Marocco, in particolare Fez, la regina delle città imperiali del nord. Marocco perché due anni fa ci è piaciuto, con la sua gente semplice ed un atmosfera ancora “vera”. Marocco perché ai nostri occhi è un altro mondo, dove dimenticare per un po’ egoismi e provincialismi che imperversano qui da noi…

E poi le grida del Muezzin danno assuefazione, lo sapevate ?


I 10 Luoghi Piu’ Belli (Secondo Papà Sognatore)

Visto che non sono riuscito ad organizzare una votazione comune sui 10 luoghi più belli, ecco la mia personalissima versione:
10 – Bangkok – Wat Pho E Il Buddha Disteso: un tempio visto di fretta per colpa della pioggia, avrei voluto passare ore ad ammirare tutti i disegni ed i colori, il Buddha disteso è veramente impressionante.

Il Buddha disteso

9 –  Kuala Lumpur – Petronas Towers: girando per la città le vedi sempre dominare il paesaggio, sono belle anche di notte e poi il fatto che sotto ci abbiano fatto un parchetto con la piscina per i bambini me le ha fatte diventare ancora più simpatiche.

Petronas Towers

8 – Cambogia – Villaggio Sul Lago Tonle Sap: un modo di vivere completamente diverso dal nostro, fuori dal tempo…impressionante.

Tonle Sap - Villaggio Galleggiante

7 – Singapore – Marina Bay: anche le costruzioni dell’uomo possono essere belle, e Marina Bay ne è l’esempio.

Marina Bay By Night

6 – Angkor Wat – Tempio Bayon: tra i mille templi di Angkor il più verticale, il più ricco di “faccioni”, quello che più mi ha colpito (e non solo me, a giudicare dalla ressa…)

Tempio Bayon

5 – Gili Meno – Spiagge: ecco, se dovessi tornare per una vacanza di mare tornerei qui: mare, spiaggia, barriera corallina e….serve altro ?

Gili Meno Beach

4 – Pulau Tioman – Coral Island E White Beach: la prima è poco più di uno scoglio, ma sotto la superficie del mare coralli, pesci, spugne….mai vista tanta vita a mezzo metro sotto di me. La seconda è solo una spiaggia, ma che bella….

Tioman - Withe Sand Beach

3 – Thailandia – Parco Marino Ang Thong: la vista dell’arcipelago dall’alto è un’immagine che mi porto sempre dietro, torna utile per risollevarsi un po’ dal clima autunnale.

Ang Thong - Parco Marino

2 – Thailandia – Koh Nang Yuan: anche qui la ressa non manca, ma è un’isola veramente unica.

Koh Nangyuan

1 – Bali – Puru Uluwatu Beach: non so se è stata la bellezza del luogo, con la discesa verso la spiaggia tutta in mezzo alle rocce, o quell’atmosfera da villaggio di surfer, o tutti questi ragazzi che sfidano le onde per ore e ore…questo ricordo ha per me un posto speciale.

Puru Uluwatu Beach


Ritorno A Casa

Eccoci tornati a casa, con soli 3 voli e quasi 24 ore tra aerei ed aeroporti siamo tornati alla normalità.

La prima cosa che colpisce è che qui a casa è sempre tutto uguale, non è cambiato niente, e dopo 3 mesi di posti sconosciuti e novità una dietro l’altra questo è un bel cambiamento. Rassicurante o inquietante? Non so, devo pensarci…ancora non lo so.
Durante queste tre settimane di re-acclimatamento al mondo occidentale, i primi ricordi che ritornano alla mente sono quelli degli ultimi giorni di “convalescenza” a Kuala Lumpur….il lussuoso centro commerciale del Kuala Lumpur City Center, quello sotto alle Petronas Tower, che in quanto a lusso rivaleggia con quello di Marina Bay a Singapore (secondo me, vince Singapore)… i parchi cittadini con tanto di laghetti artificiali, che pero’ non riescono a togliere neanche mezzo grado al caldo afoso di questa metropoli:

E poi, il centro commerciale con dentro le montagne russe:

o il mercato locale, quasi impossibile da percorrere per noi, tanto gli odori della merce in vendita sono soffocanti, e pieno di bancarelle alimentari in cui francamente non avremmo saputo cosa comprare:

E perchè no, la piscina sotto le Petronas Tower e lo spettacolo quotidiano delle fontane danzanti:

Anche nei racconti con amici e parenti a tenere banco è l’ultimo periodo, la malattia, le cure in ospedale….si parla poco delle settimane precedenti, che in effetti sembrano già lontane, appartenere ad un altro periodo.

Eppure, qualcosa di tutti i luoghi che abbiamo visitato, un aspetto delle culture appena sfiorate in questi 3 mesi ogni tanto affiora nei nostri discorsi, o in qualche immagine che ti appare all’improvviso dentro la testa.

Ecco, le immagini sono catalizzatori potenti, e il semplice mettersi al pc per scegliere le foto da stampare (si, ancora siamo di quelli che stampano le foto su carta…) rischia di farti perdere qualche ora, ogni immagine diventa un ricordo e ogni ricordo rischia di diventare l’inizio di un nuovo viaggo…
Ok, ho capito, basta sognare: prima o poi toccherà anche a me tornare al lavoro, sempre che in questi nostri tempi moderni ci sia ancora posto per un 42enne con tanta esperienza sulle spalle. Ma prima o poi dovremo affrontare l’inevitabile epilogo di questo trimestre sabbatico: la votazione, con conseguente classifica, dei 10 luoghi più belli che abbiamo visto !
Alla prossima !


Alla Fine L’Imprevisto E’ Arrivato….

Dopo due mesi e mezzo in cui tutto era andato liscio, tutte le prenotazioni erano state confermate, i voli aerei non avevano dato problemi, avevamo visto posti molto belli e passato tanti giorni in armonia e senza problemi, alla fine l’imprevisto ci ha beccati: nel trasferimento in barca da Kuala Lumpur al parco Taman Negara Viaggiatore Curioso ha iniziato ad avere la febbre e, due giorni dopo, anche per Papa’ Sognatore il termometro indica un bel 39.

Non sto a raccontarvi le varie peripezie, tra esami del sangue e ospedali di provincia; alla fine la diagnosi per entrambi e’ febbre Dengue, una zanzarina malefica deve essersi divertita a pungerci e a portarci questa antipatica malattia. E’ seguita quindi una settimana di ospedale per tutti e due, per fortuna con rientro a Kuala Lumpur e quindi in un ottimo ospedale; ora siamo entrambi dimessi ed in buona salute, anche se ogni tanto un po’ stanchi.

Che dire, e’ stata anche questa un’avventura, sicuramente in certi momenti per niente piacevole, certamente molto meno delle due settimane su isole tropicali con cui il programma di viaggio avrebbe dovuto concludersi….questi ultimi giorni li stiamo invece spendendo in una sorta di convalescenza qui a Kuala Lumpur, tra centri commerciali e parchi cittadini, ma tra due giorni si torna a casa, alla normalita’, ai compiti, alla scuola, al lavoro…dopo queste ultime due settimane sara’ una normalita’ molto piu’ attesa e benvenuta di quanto sarebbe stato, forse il destino ci ha riservato questo piccolo “trauma” finale per ammorbidirci il rientro…pazienza, ci tocchera’ tornare in Malesia per visitare quei mari e quelle isole che ormai ho sognato troppe volte per non andarci realmente!!


Koh Samui: Turistica, Riposante, Con Un Segreto Nascosto

2 ore di traghetto: sembra essere una costante dei nostri trasferimenti via mare, anche se questa volta la piccola viaggiatrice non ha fatto il solito sonnellino strada facendo. Lasciata Koh Tao siamo arrivati a Koh Samui con poche aspettative, visto come ce ne avevano parlato alcune persone incontrate in viaggio; l’isola si e’ invece rivelata carina, certo molto costruita, molto sfruttata turisticamente, soprattutto sulle spiagge principali,  e anche la notte ricca di “servizi per turisti”, vedi incontri di Thai Box femminile e delle strane signorine che si agitavano attorno ad un palo stando in piedi sui banconi dei bar…)

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Penso pero’ che avrebbe meritato di essere girata un po’ di piu’, per vedere sia i posti di mare un po’ piu’ “appartati”, sia l’interno (cascate, parchi con animali). Solo che l’isola e’ grande e si sarebbe dovuta noleggiare una macchina, mentre papa’ sognatore aveva deciso prima della partenza di non portare la patente, in modo da non essere “tentato” di noleggiare un’auto. Quindi, complice anche la pigrizia e un po’ di stanchezza che inizia ad affiorare dopo piu’ di due mesi “on the road”, abbiamo passato le giornate pigramente tra la spiaggia davanti al nostro Residence (anche questa volta ci siamo trattati bene, dormiamo in una villetta con 2 camere, sala e cucina) e la spiaggia vicina, spostandoci tra l’una e l’altra con taxi e Songthew (camioncini tutti colorati con due panchine nel cassone ed un tettuccio a coprire il tutto).

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Anche qui Mamma Paziente ha continuato la sperimentazione dei vari tipi di massaggio, ma pare che lo scrub non sia stato di suo gradimento….ai massaggi si sono aggiunte le treccine, con la Piccola Viaggiatrice che e’ stata seduta per un’ora a farsi mettere le tanto desiderate perline colorate.

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Verso la fine del soggiorno, il penultimo giorno, anche Samui ci ha svelato il suo gioiello nascosto: siamo infatti andati in gita in barca al parco marino di Angthong, uno splendido arcipelago di isole e isolotti verdissimi, selvaggi e tutti da scoprire. La gita ci ha portato solo su 2 delle 42 isole: sulla prima abbiamo fatto una terribile arrampicata, premiata da una fantastica vista sull’arcipelago.

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Sulla seconda abbiamo invece visto la laguna verde e ci siamo poi dedicati al kayak: devo dire che pagaiare un’oretta in quelle acque tranquille (anche se purtroppo eravamo circondati da altri 20 kayak della nostra gita :-(() e’ stato proprio piacevole, forse il kayak merita un approfondimento…

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Consiglio: se venite da queste parti e vi piacciono la natura, il mare e le spiagge incontaminate, lasciate perdere Koh Samui e passate qualche notte al campeggio del parco marino, affittando un bungalow o una tenda…certo, non c’e’ l’acqua calda e la corrente elettrica se ne va alle 23, ma e’ un piccolo prezzo da pagare per potere girare in kayak tra queste splendide isole, scegliere ogni giorno una spiaggia diversa e magari incontrare da vicino i delfini che noi abbiamo solo potuto avvistare dal barcone.

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Ciao ciao Thailandia, si torna in Malesia!


Rilassarsi E Perdere Il Conto Dei Giorni A Koh Tao

Capita di passare il tempo su una bella isola, tra spiagge, mare trasparente e snorkeling per vedere pesci e coralli, facendosi prendere dal tranquillo tran tran della vita da mare, tanto da perdere il conto dei giorni e ritrovarsi a chiamare la banca in Italia per fare un’operazione di Sabato mattina, con la signorina dall’altra parte del telefono che, un po’ interdetta, si prende 30 secondi di pausa per chiedere ai colleghi se per caso quel Sabato qualche mercato finanziario e’ aperto e che poi, fin troppo gentilmente, dice “Signor Papa’ Sognatore, ma oggi e’ Sabato e non si puo’ operare…”, al che seguono improvvisa presa di coscienza e scuse borbottate con riaggancio veloce…

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Koh Tao e’ infatti un’isola tranquilla anche in questa prima settimana di Agosto che dovrebbe essere piu’ o meno il culmine dell’affluenza estiva…al contrario, qui ci sono ancora spiagge tranquille, soprattutto la mattina, quando i tanti ragazzi che la notte fanno baldoria si riposano. Le spiagge non sono moltissime, forse una decina, l’isola ha piu’ o meno le dimensioni dell’ultima dove siamo stati (Pulau Tioman, in Malesia), ma la Thailandia e’ un paio di decenni piu’ avanti in quanto a turismo organizzato, e quindi non ci sono problemi a trovare un buon ristorante, un supermercato o un mezzo di trasporto.

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Qui ci si sposta su dei pick-up con due panchette sistemate nel cassone, si puo’ anche stare seduti nell’abitacolo ma stare nel cassone fa molto piu’ figo…Il pick-up serve anche per la trazione integrale e le marce ridotte: ci sono delle salite in cui e’ necessario fermarsi, inserire le ridotte e salire piano piano, con un po’ di timore di cadere giu’ da parte di quelli che fanno i fighi nel cassone (vero Mamma Paziente? ). Per esempio, la salitella finale che porta al nostro appartamento ha una pendenza di circa 45 gradi (esagero?  Tutto il sudore che ho versato lo conferma, se non ho perso 2 chili stavolta…), tanto che qualcuno di noi preferisce affrontarla all’indietro!  E una volta arrivati in cima, per non farsi mancare niente, due bei piani di scale…hai voluto la terrazza vista mare?  Adesso pedala!! Ci sono poi le solite barche chiamate “long tail” a causa dell’asta che collega il motore (a vista) all’elica e che ti portano un po’ ovunque, a fare il giro dell’isola oppore sull’ isoletta vicina.

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Noi pero’ abbiamo trovato il nostro piccolo angolo di tranquillita’ proprio nella spiaggia che raggiungiamo a piedi dal nostro appartamento, un tratto ben riparato, con l’acqua sempre bassa e calda (pure troppo, nel pomeriggio sembra brodo di tartaruga…) e un ristorantino proprio li dietro con buon cibo economico, altalena, biliardo (che i due Viaggiatori Curiosi hanno ampiamente sfruttato) e vista sul tramonto sul mare.

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Il posto piu’ bello che abbiamo visto e’ stata però l’isoletta vicina, Koh Nang Yuan, un piccolo gioiello che da sola meriterebbe il viaggio fino a qua. Forse l’avrete gia’ vista nelle foto, e’ in realta formata da due isolotti uniti da una lingua di sabbia che va a formare tre spiagge, ma forse con un’immagine ci si capisce meglio:

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Lasciamo quindi Koh Tao con un po’ di nostalgia, anche perché le due o tre persone a cui abbiamo detto che andavamo a Koh Samui hanno fatto una faccia…speriamo bene!!


Bangkok: Un Po’ Venezia, Un Po’ Metropoli, Un Po’…Thailandia

La settimana a Bangkok e’ stata un po’ una “pausa” nel viaggio, un riposarsi e tornare alla normalita’ della vita in famiglia. Quando ho pensato alle diverse tappe di questo viaggio, visto che questa settimana capitava un po’ nel mezzo dei tre mesi, mi ero detto che, dopo 50 giorni di hotel e ristoranti a colazione, pranzo e cena, sarebbe stato bello tornare a cucinare qualche sano piatto italiano e ad avere degli spazi che non fossero quelli di una camera d’albergo. Così e’ nata questa scelta di stare in un bell’appartamento, per la verità un po’ costoso per gli standard Thailandesi (e anche per il budget del nostro viaggio…), ma tant’e’…quando ci vuole, ci vuole!

Alla fine, tra i ricordi piu’ vivi di questo nostro primo contatto con la Thailandia, restera’ sicuramente questa nostra casa temporanea, con i suoi gradevoli spazi (finalmente un po’ di posto per fare i compiti in santa pace), il lusso della piscina (che abbiamo usato), della sauna e della palestra (che non abbiamo usato), e anche il fatto che fosse appena al di la’ del fiume, per cui ad ogni spostamento la prima cosa che dovevamo fare era prendere il traghettino che per 10 centesimi a testa ci portava sull’altra sponda, quella “da visitare”.

Bangkok infatti, pur essendo diventata metropoli da molto tempo, ha ancora un legame molto stretto con il fiume ed i molti canali che ancora la attraversano: i battelli che salgono e scendono lungo la corrente, quelli che attraversano il fiume da una sponda all’altra e quelli che portano a spasso i turisti si incrociano infatti in un balletto pittoresco (e a volte fumoso e rumoroso) che ha un suo lato affascinante.

Cosi come hanno un che di pittoresco anche le casupole fatiscenti allineate lungo le sponde del fiume che praticamente si appoggiano ai grattacieli degli hotel di lusso e ai costosi ristoranti con terrazza…casupole che pero’ ricordano l’altra faccia della metropoli, quella lontana dallo sky train e dai centri commerciali del moderno centro citta’, quella piene di case – laboratorio dove al pianterreno si cuciono borse o si montano giochi per bambini mentre al primo piano si dorme (cosi’ era il quartiere vicino al nostro grattacielo).

La Bangkok turistica ci e’ comunque piaciuta, in particolare la zona del palazzo reale, molto appariscente e colorata, anche se non ce la siamo gustata del tutto per via della pioggia e dell’orario di chiusura: le 4 del pomeriggio!! e noi che siamo arrivati alle 3….Impressionante il Budda disteso all’interno del tempio principale, tutto dorato e con i piedi di madreperla.

Ci ricorderemo anche dei rumorosi Tuk Tuk e della loro guida a volte spericolata tra i serpentoni di auto, del maiale che qualche volta abbiamo visto mangiare tranquillamente all’entrata del molo per la barchetta quotidiana, dei ragazzi che giocavano ad uno strano sport in cui ci si lancia una palla di rattan da una parte all’altra di una rete senza usare le mani (credo che si chiami????? ) e, anche qui, delle tante persone che hanno avvicinato la Piccola Viaggiatrice per farle i complimenti (“You are so cuuuute…”) o per scattare una foto con lei….mi sa che stia cominciando a montarsi la testa!!

Addio Bangkok, il mare delle Thailandia ci aspetta!!


Cambogia – Parte 2: Danze Tipiche, Trasporto Locale E Prelibatezze Varie

Per distrarci dall’overdose di templi, una sera siamo andati a vedere lo spettacolo delle ballerine Apsara, la danza tipica Cambogiana (ormai siamo appassionati di danze tipiche…).

Bella, anche se essendo organizzata sul palco di un ristorante era giocoforza meno coinvolgente di quelle viste a Bali all’interno dei templi.

Sempre per distrarmi un po’ (e anche perche’ venivo cacciato dalla stanza quando mi svegliavo presto…) tutte le mattine o quasi sono andato a fare un giro ad un mercato vicino al nostro hotel. Non un mercato per turisti, come i soliti Old Market, Central Market, Night Market, che poi vendono la stessa roba dall’Indonesia alla Malesia alla Cambogia, ma proprio il mercato dove la gente del posto va a fare la spesa.

Visto che qui praticamente nessuno possiede il frigorifero (l’elettricita’ e’ troppo costosa), il mercato e’ sempre strapieno, sia di gente che di merce. Ecco, fare un giro tra queste bancarelle, anche se molto pittoresco, mi fa ringraziare di avere i nostri bei supermercati con la merce pulita e refrigerata…

Mi sembrava anche di essere un po’ un’attrazione, visto che molti mi guardavano con faccia stupita (cosa ci fa questo qui? ).

E per fortuna non ci ho portato anche la Piccola Viaggatrice!! Da quando siamo in Cambogia il suo successo tra turisti e non e’ improvvisamente aumentato: tutti vogliono toccarla, abbracciarla, prenderla in braccio, sapere come si chiama e quanti anni ha e naturalmente fare una foto ricordo con lei.

Ecco alcuni esempi:

Portandoci dietro la nostra piccola “star” siamo anche andati a visitare il vilaggio galleggiante poco distante da Siem Reap; e’ una comunita’ di pescatori di origine Vietnamita (non parlano Cambogiano) che vive su case galleggianti e si sposta al cambiare delle stagioni seguendo il variare delle dimensioni del lago.

C’e’ anche la scuola:

E una chiesa (pare che siano cattolici):

Diciamo che anche qui, vedendo le condizioni in cui vive questa gente, dentro di noi abbiamo detto una preghierina di ringraziamento per essere nati nella nostra cara (e a volte bistrattata) Italia…

Oltre alla pesca, l’altra attivita’ che sta prendendo piede e’ l’allevamento di coccodrilli, venduti poi ai Thailandesi per fare scarpe e borse:

Peccato che l’hanno scorso, a causa dell’alluvione, una parte dei simpatici animaletti sia andata smarrita….

Riguardo ai mezzi di trasporto locali: qui imperversa il Tuk Tuk, un mezzo a tre ruote con motorino davanti e carrettino a due ruote dietro:

Anche se non sembrerebbe, su uno di questi ci stiamo tutti e 5, e per la verita’ e’ anche un modo piacevole di farsi trasportare in giro, soprattuto col fresco della sera…piu’ rilassante del taxi, con una visuale migliore e decisamente più economico! (Naturalmente sorvoliamo sul rischio di finire schiacciati da qualche grosso camion o ribaltati in un fosso alla prima curva presa con troppo sprint).

In Cambogia ci siamo anche trovati un po’ meglio con la cucina, meno piccante di quella Malese, ma piu’ orientata all’agrodolce…alcune cose non sono male, tipo questa zuppa di pollo servita in una noce di cocco:

Altre cose invece,… ecco…sono un po’ fuori dai nostri standard…io metto le foto, a voi scegliere il vostro piatto preferito:

Quello che posso garantirvi e’ che non sono bancarelle un po’ eccentriche, ma proprio il modo Cambogiano di fare uno snack…sul viale lungo il fiume di Phnom Phen ce ne sono a bizzeffe, e la gente in motorino si ferma, ne sgranocchia uno o due, compra il suo sacchettino e via! Per catturare i grilli hanno anche un sistema particolare: mettono dei teli di plastica inclinati con sopra delle luci blu che attirano i grilli, facendoli saltare sul telo di plastica e quindi scivolare in una vasca piena d’acqua che gli impedisce di scappare…non so come facciano per i ragni, ma non sono intenzionato a saperne di piu!!!

Buon appetito!


Cambogia – Parte 1: Templi, Templi, E Poi Ancora Templi

Eh si, neanche fossimo Indiana Jones (o Lara Croft, per i piu’ giovani) l’arrivo in Cambogia ci ha catapultati in mezzo a decine di templi immersi nella foresta, eredita’ della cultura Khmer che sta portando un po’ di turismo e di ricchezza a questo sfortunato paese.
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Diciamo che gia’ dall’arrivo all’aereoporto il paese si presenta un po’ strano: sull’aereo ci danno infatti ben due moduli da compilare, uno per l’immigrazione ed uno per la dogana, totale 10 moduli con i soliti dati (chi siete, dove andate, ….). Arrivati a Siem Reap un funzionario chiede a gran voce se qualcuno ha bisogno dei moduli per il visto…noi, sentendoci piu’ furbissimi, diciamo “no, no, li abbiamo gia’ compilati sull’aereo !”, e belli freschi andiamo al controllo passaporti. Qui un funzionario guarda il mio passaporto e con aria un po’ schifata dice “No Visa….”, dopodiche’ mi dirotta ad un bancone un po’ defilato dove, dopo aver compilato altri 5 moduli (totale: 15 moduli) e aver pagato un obolo di 20 dollari a testa (totale: 100 dollari), abbiamo accesso allo show: 12 funzionari – 12 che, uno dopo l’altro, si passano ognuno dei nostri 5 passaporti, li soppesano, timbrano, ci incollano sopra qualcosa e, alla fine del bancone lungo 15 metri, ce lo riconsegnano pronto per il controllo passaporti.

Ostacolo superato, ci portano al nostro hotel e possiamo incominciare le nostre avventure da esploratori di templi. Siem Reap (o meglio Angkor, il nome del sito archeologico) e’ un concentrato di centinaia di templi del 10 – 12 secolo; un po’ come se nei dintorni di Carate ci fossero i resti di 250 chiese antiche , tra cui alcune tra le piu’ belle e grandiose mai costruite. Cominciamo così dal tempio piu’ lontano ma con le decorazioni piu’ belle:

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Proseguiamo al ritmo di 5 o 6 templi al giorno, abituandoci pian piano al caldo, che quando appare il sole diventa rapidamente insopportabile, ai controllori di biglietti che appaiono all’improvviso, ai bambini che all’entrata di ogni tempio vendono 10 cartoline a un dollaro, contandole in 5 o 6 lingue per accattivarsi i turisti.

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Ogni tempio e’ simile agli altri ma ha qualcosa di particolare, ce ne sono di alti a 5 o 6 livelli, di forma piramidale, tipo il Bayon, pieno di sculture e di turisti che cercano di fare un foto “unica” mettendosi naso a naso con questi faccioni:

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Oppure altri che sono ad un livello solo ma molto lunghi, pieni di corridoi e camere il cui uso non ci e’ chiarissimo ma che danno un’idea della grandiosita’ che dovevano avere queste costruzioni all’epoca del loro massimo splendore.
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Negli ultimi giorni arriviamo al “clou”, ovveri il tempio di Angkor Wat, maestoso e circondato da un enorme fossato:

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E infine al Ta Prom, un luogo che sembra disegnato dalla fantasia di un bambino o dalla fervida immaginazione di un regista di film d’avventura (non per niente, come ci ripetono 3 o 4 volte, qui sono state girate alcune scene di Tomb Raider…)
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E’ pero’ un posto veramente strano, si perde di vista il lato religioso di queste costruzioni ed emerge invece prepotente lo scontro – incontro tra natura ed architetture artificiali, con la prima che sembra prendere il sopravvento e schiacciare le costruzioni sotto il peso di queste enormi radici…
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Spostandoci tra un tempio e l’altro incontriamo vari aspetti della Cambogia, dalla ragazza che prepara lo zucchero di palma (buono, ne abbiamo preso un vasetto ed e’ finito in 2 o 3 giorni…):
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ad altre che si fanno le treccine in attesa di lanciarsi a cercare di vendere qualcosa verso il prossimo turista:
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Ci sono poi le tipiche case cambogiane, costruite come palafitte perché qui siamo vicini ad un lago che nella stagione delle pioggie quadruplica la propria superficie e allaga un po’ tutto:
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Per adesso, un saluto dagli intrepidi esploratori, alla prossima puntata sulla Cambogia.

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P.S. Sto scrivendo questo posto dal 23esimo piano di un palazzi di Bangkok…non male il panorama !!


Malesia: Quanto Si Spende Per…

– Un pranzo o cena per 5 persone, ordinando una portata a testa, bevande (acqua, birra, coca, succhi di frutta fresca), qualche antipasto o dessert: 10 – 35 euro (va bè,  lasciamo perdere quella volta della salsiccia di pesce dove il tutto ci è costato 2.5 euro ! )
– Una birra da 33 cl: 2 euro, ma non tutti i ristoranti la servono, solo quelli meno musulmani e più “festaioli”
– Una maglietta: 3 euro, camicie e  pantaloni di più, e non abbiamo neanche trovato niente di decente…
– Una bottiglia d’acqua da un litro e mezzo: 50 centesimi nei piccoli shop, 1 euro nei bar e nei ristoranti, ma non aspettatevi acqua di fonte…tutta acqua purificata con doppia osmosi (che cosa vuol dire non saprei, però finora nessuno di noi ha avuto problemi…  )
– Una camera o bungalow con aria condizionata, vista mare – sul mare – praticamente in spiaggia: da 35 euro (a Tioman) a 50 euro (a Kuala Lumpur, vicino all’aeroporto, bella casa con piscina…)
– Noleggio di una bicicletta per un giorno: bici inutile, poche strade e troppe montagne , a Tioman
– Taxi per distanze brevi: 3-4 euro
– Trasporto in taxi per 5 persone più bagagli da Singapore a Malacca, circa tre ore e mezza di viaggio: 150 euro
– Riscio’ (bici a tre ruote super accessoriata, con cuori di fiori finti, luci multiple e odore del sudore del povero autista compreso nel prezzo): da 8 euro (giro corto)  a 12 euro (giro lungo)
– Una visita ad un tempio: 0 euro, nei templi cinesi e nelle moschee non si paga
– Assistere ad una danza tipica Malese: non siamo a conoscenza di danze tipiche malesi…
– Barca veloce per Tioman, solo andata: 11 euro a testa, e la barca mi è sembrata molto meglio di quella che ci ha portati alle Gili, e altrettanto veloce
– Barca velocissima (pure troppo, sbatteva sulle onde che era un piacere) che vi porta a fare snorkeling sui coralli per un’ oretta: 40 euro, per un giro di tutta la giornata 100 euro
– Massaggio a tutto il corpo più scrub, durata circa un’ ora e mezza, distesi sul lettino in spiaggia con vista tramonto sul mare e bevanda fresca: eh no, qui siamo in Malesia, le donne sono tutte velate e al massimo ti fanno il massaggio al piede!!
– Farsi scrivere una lettera dettando il testo: non so, non abbiamo chiesto, ma di sicuro questa professione è ancora praticata!

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E I Nuvoloni Ci Hanno Seguito

Anche questa volta due ore circa di traghetto ci hanno portati su un’ isola, Pulau Tioman. Stavolta il viaggio e’ andato liscio, nessuna crisi pre-post partenza….come al solito la piccola viaggiatrice si e’ fatta un’ oretta di sonno, si vede che il traghetto ha un effetto soporifero. Purtoppo i nuvoloni ci hanno seguito dalla costa, e per i primi due giorni il tempo e’ stato molto piovoso; poi per fortuna si e’ un po’ sistemato e siamo riusciti a goderci spiagge, mare e la fauna locale.

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Quest’isola e’ molto diversa dalle Gili; le dimensioni sono sempre ridotte (20 km x 11 km) ma, mentre le Gili sono praticamente piatte sul livello del mare e tutto e’ a portata di bicicletta, Tioman e’ una montagna che sbuca dal mare. Il picco piu’ alto supera di poco i mille metri, l’interno e’ una sorta di giungla con grandi alberi, felci enormi e qualche cascata, che abbiamo visitato con un tour in fuoristrada in un giorno in cui il sole si e’ fatto desiderare.

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Nello stesso giorno abbiamo anche visitato il Turtle Sanctuary, un centro di volontariato per la salvaguardia delle tartarughe marine; qui la minaccia principale viene dall’uomo, le uova di tartaruga vengono infatti rubate dalle spiagge per essere vendute e mangiate, costano un euro, e se pensate che un nido ne contiene centinaia, la tentazione è forte…In una vasca abbiamo anche incontrato Jo, una povera tartaruga cieca che per questo motivo non ha potuto essere liberata in mare, ma che è stata contentissima di farsi accarrezzare sulla schiena, faceva delle gran giravolte!

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C’è una sola strada sull’isola, che collega la costa ovest a quella est; tutti gli altri spostamenti devono essere fatti in barca, contrattando di volta in volta sul prezzo e, nel caso dei tour, sulle destinazioni. E così abbiamo fatto, facendo due belle escursioni in barca: la prima ad un’isoletta vicina, poco più di uno scoglio, ma circondata da coralli molto belli e molto colorati e da un’ infinità di pesci (abbiamo finalmente visto anche Nemo, qualcuno ci ha detto che si riescono a vedere anche gli squali, ma noi non li abbiamo visti….che sfortuna ;-)…), la seconda a Coral Island, vicino alla quale c’è un bellissimo posto per lo snorkeling (abbiamo incontrato di nuovo una tartaruga marina) e che ha una spiaggia bellissima, veramente bianca e solitaria (va be’, se non contate le 10 barche piene di turisti che fanno snorkeling con il giubbettino arancione e le moto d’acqua guidate da tizi che sembrano pirati della Malesia).

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A proposito di snorkeling, anche la piccola viaggatrice e’ ormai un’ esploratrice provetta: indossa il suo giubbettino salvagente rosa (quale altro colore, se no?), maschera e boccaglio, e via in acqua, alla ricerca di Nemo!! Solo il freddo la infastidisce, e di solito dopo 5 minuti siamo costretti a riportarla sulla barca (ma Nemo e’ stato avvistato, e questo e’ l’importante). Qui hanno anche l’abitudine di fare snorkeling completamente vestite e con il velo (le donne) e portandosi dietro dei sacchetti di pane per attirare i pesci (lo fanno tutti, non che ce ne sia bisogno, anzi…col pane diventano veramente troppi!! ). Peccato che poi lascino i sacchettini del pane in mare, mi verrebbe voglia di farli mangiare a loro…che rabbia!

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Riguardo invece al mangiare per umani, che ci stava creando qualche problemino, abbiamo trovato un paio di espedienti: nella spiaggia vicino alla nostra c’è un bar sulla spiaggia che fa una discreta pizza; il posto e’ molto bello, con sedie e tavolini sulla sabbia e ombreggiati da grandi alberi, ci siamo andati due volte anche se bisogna prendere un taxi e poi farsi una scalinata in mezzo alla giungla, perché il taxi non può arrivare al villaggio vicino, non c’è la strada… E poi abbiamo scoperto i “plain noodles”, cioè gli spaghetti di riso lessati ma senza nessuna salsa: basta chiedere un po’ di burro (il parmigiano quello no, non e’ ancora arrivato) ed ecco servita una discreta pasta in bianco, che fa da alternativa al riso bianco per la piccola viaggiatrice.

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Oggi lasciamo la Malesia per andare in Cambogia, a vedere i templi di Angkor Wat, un doppio volo aereo che ci porterà lontano dal mare per un po’…speriamo che la Cambogia sia accogliente come Indonesia e Malesia!


Malacca: Malesia O China(town) ?

Lasciata Bali, un volo low cost (ma con brioche e bicchiere d’acqua offerti a bordo, altro che Ryanair e Easyjet…) ci ha portati a Singapore, e da qui un autista chiaccherone ci ha portati a Malacca. News dall’autista chiaccherone: a Singapore un’ automobile che raggiunge i 10 anni di anzianità paga molte più tasse di un’ auto nuova, quindi se vedete uno che gira con un vecchio scassone è sicuramente uno molto ricco! Seconda news: visto che la benzina in Malesia costa circa un terzo che a Singapore, chi esce da Singapore in auto deve avere il serbatoio pieno per almeno 3/4, altrimenti multa! Un modo ingegnoso (o frustrante, dipende dai punti di vista…) per evitare il pendolarismo petrolifero.

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A Malacca siamo venuti perché….boh, non so bene neanch’io perché….forse solo per il nome, che fa tanto storia antica,  come Samarcanda, Timbuctu e Macao…forse solo perché c’è uno stretto che porta lo stesso nome. Di sicuro, dopo averla visitata, possiamo dire che è una città con una lunga storia alle spalle, colonizzata da portoghesi, olandesi e inglesi, ed un presente ancora da costruire (dal 2008 è un sito Unesco).

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Altrettanto sicuramente, a noi che non siamo mai stati in Cina è sembrata un’enclave cinese in terra malese: il cuore della città, la parte più vivace è infatti chinatown.  Qui il mercato notturno del fine settimana è un compendio di tutte le “cinesate” (si può dire? ) immaginabili, a partire dal primo incontro che abbiamo fatto, il dottor Ho Eng Hui che buca le noci di cocco con il solo dito indice, fino a della strana roba fritta al momento o a un liquido marrone venduto in busta di plastica con cannuccia. Cinesate che si ritrovano anche dentro i templi, per esempio due finti cavalli bianchi luminosi piazzati lì tra un altare e l’altro…

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Il resto della città è un po’ sonnolento, ma per fortuna a ravvivarlo ci pensano i risciò: super colorati, con luci notturne di vario genere e decorazioni che vanno da giganti scorpioni di plastica con barbie nelle chele a farfalloni o cuori enormi. I più lussuosi poi avevano casse musicali appese dietro, con musica a tutto volume.

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Una sorpresa è stata anche veder apparire dalle acque del fiume Malacca dei simpatici lucertoloni (e quando dico lucertoloni pensate a qualcosa vicino al metro e mezzo…) che stavano beati a riscaldarsi a pochi metri dal ponte che porta a chinatown….all’ inizio un po’ inquietanti, ma poi ci si fa l’abitudine!

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Il tempo non è stato male, un po’ nuvoloso, qualche goccia di pioggia e tanto sole, a volte troppo, tanto che rifugiarsi nel mega centro commerciale (dentro, però, ci sono sempre “cinesate”) è diventata la nostra abitudine delle ore più calde. Partiti da Malacca in autobus abbiamo raggiunto Mersing, un viaggio di 4 ore verso la costa orientale. Qui ci accolgono tanti nuvoloni e una Malesia più musulmana di quella appena lasciata; le donne sono praticamente tutte velate, e la moschea è bene in evidenza nella parte alta della città, mentre a Malacca sembrava quasi essere in secondo piano rispetto ai tanti templi cinesi.

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A Mersing siamo stati due giorni, un po’ piovosi, anche se la pioggia ci ha fatto fare un incontro interessante…uno scroscio improvviso ci ha infatti obbligati a trovare rifugio in un “ristorante” locale (leggi “tettoia a bordo strada con tavoli e sedie di plastica”), dove la piccola viaggiatrice ha ricevuto tanti complimenti, baci e carezze dalle nonne locali e una giovane cameriera curiosa di noi (è perfino andata a casa a prendere lo smartphone per fare qualche foto in compagnia delle bambine) ha cercato di iniziarci alla cucina locale con vari assaggi di frittura, tra cui qualcosa di mooooolto sospetto che abbiamo creduto essere iguana (o un rettile di altro genere..) salvo poi scoprire che era una “normale” salsiccia di pesce fritta (non male, comunque….).

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Ah, a proposito di cose strane da mangiare, a Malacca una sera siamo andati a mangiare pesce alla griglia nella zona portoghese…tutto molto buono, tutto normale, tranne che in uno dei baracchini grigliavano qualcosa di strano:

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Pare che sia un animale marino chiamato Limulo, della stessa famiglia dei ragni e degli scorpioni….questo non l’abbiamo assaggiato !!!!

Adesso siamo in barca diretti verso Pulau Tioman, la prima isola malese su cui staremo…speriamo di avere lasciato i nuvoloni al porto, visto che invece pare che di lucertoloni ce ne siano parecchi anche là!!


Bali Bye Bye: E Il Primo Mese Se N’E’ Andato…

Ieri abbiamo salutato anche Bali, gia’ con un poco di nostalgia ma anche con la voglia di andare a scoprire qualcosa di nuovo (perlomeno da parte di Papa’ Sognatore !!).

Gli ultimi 10 giorni sono stati di relativa tranquillita’, abbiamo fatto solo una giornata in giro con un tour per esplorare la parte nord dell’isola, per il resto le giornate sono state dedicate al relax (soprattutto al nord, a Lovina, dove relax e massaggi in spiaggia sembrano essere l’attivita’ principale) e alle spiagge da surfisti (a sud, nella penisola di Bukit). Direi che le attivita’ piu’ faticose sono state le levatacce per vedere i delfini (bello, anche se l’atmosfera era un po’ da autoscontro tra le barche di turisti…) e quelle per vedere le finali degli europei di calcio (a Bali tutti ti parlano di calcio, ci sono bandiere europee ovunque e appena dici che sei italiano scatta subito la discussione su Pirlo e Balotelli, “Italy very strong team! “.

La nostra guest house di Lovina era vicina ad un villaggio di pescatori; una mattina siamo andati a farci una passeggiata, nonostante il turismo (anche di lusso) sia a pochi metri di distanza, le condizioni di vita di questa gente sono ancora molto povere, con gli animali a due passi (e a volte neanche quelli…) dalla casa. Il ritorno delle barche da pesca al mattino e’ ancora atteso con ansia, e si impara a capire se sono cariche di pesce o meno dai bambini che aspettano sulla spiaggia (quando la pesca e’ andata bene) o che stanno in casa, quando sanno che non ci sara’ niente da vedere.

Mentre il nord di Bali e’ descritto come “l’altra Bali”, quella piu’ tranquilla e lontana dalle boutique griffate della zona di Kuta (anche geograficamente si trova al di la’ di due vulcani, e la strada per andare da nord a sud in alcuni punti ha poco da invidiare allo Stelvio…), la penisola all’estremo sud e’ il regno dei surfisti. Anche il nostro hotel (Casa Asia, gestito da italiani) era pieno di surfisti, perfino una coppia anglo-francese che tutti i pomeriggi lasciava la bimba di 9 mesi alla tata balinese e andava a surfare tranquilla per 3 o 4 ore….cose da far rabbrividire una brava mamma italiana!!

Qualche volta ci siamo sentiti un po’ fuori posto in mezzo a tutti questi baldi giovani (il mio fisico da surfista risale a circa vent’anni fa…), ma devo dire che queste spiagge, anche se un po’ particolari e non proprio adatte alle famigliole con bambini, hanno un loro fascino, arricchito anche dalla passione di tutti i ragazzi che si alzano secondo gli orari delle maree per avere le onde migliori…e poi starli a guardare ha un che di ipnotico, anche se fanno tutti piu’ o meno la stessa cosa ti ci perdi per delle mezz’ore…

Ed ecco, a grande richiesta, le 5 cose indimenticabili di Bali e delle isole Gili:

1 – Snorkeling tra i pesci e le tartarughe marine
2 – I templi sparsi ovunque e le offerte ripetute mattina e sera, ogni giorno, simboli della grande spiritualita’ di questo popolo
3 – La gente, sempre sorridente e cortese, anche davanti ad un “No, thank you” quando vuole venderti qualcosa (praticamente sempre….)
4 – Le danze Kecak e Barong, emozionati, con tutti i loro costumi ed i loro suoni particolari anche se a volte un po’ troppo “turisticizzate”
5 – Le scimmie sparse un po’ ovunque, sempre simpatiche ma anche dispettose….attenti agli occhiali da sole !